La comunità nazionale è chiamata oggi a confrontarsi con un evento tragico, un profondo squarcio nella serenità delle nostre scuole, che ci impone una riflessione urgente e un impegno concreto.
La presenza del Governo, e la mia personale, accanto all’istituzione scolastica e al nucleo familiare dilaniato dal dolore, non è un gesto di circostanza, ma un’affermazione di responsabilità condivisa.
Non possiamo limitarci a condannare l’episodio – il ferimento mortale di un giovane studente diciottenne, avvenuto nella cornice dell’Istituto Professionale Chiodo – ma dobbiamo agire in modo sistemico per costruire un futuro in cui simili tragedie siano scongiurate.
Il dolore che permea la Spezia è il riflesso di una ferita più ampia, quella che si apre quando la violenza irrompe in un luogo che dovrebbe essere sinonimo di crescita, apprendimento e sicurezza.
Questo evento non è un incidente isolato, ma un campanello d’allarme che ci invita a una revisione profonda dei nostri approcci educativi e sociali.
Non è sufficiente parlare di “cultura del rispetto”; dobbiamo *costruirla* attivamente, instillandola fin dalla più tenera età e promuovendola come valore imprescindibile in ogni ambito della vita sociale.
La scuola, in questo contesto, assume un ruolo cruciale.
Deve essere un ambiente in cui si promuovono l’empatia, l’ascolto attivo, la gestione non violenta dei conflitti e la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.
Questo implica un lavoro sinergico tra docenti, personale scolastico, famiglie e istituzioni, con il coinvolgimento attivo degli studenti stessi.
È necessario rafforzare i programmi di educazione civica, dedicare maggiore attenzione alla psicologia dell’età adolescenziale, e fornire strumenti concreti per affrontare il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di prevaricazione.
La sicurezza scolastica non si limita a misure di controllo fisico, ma passa attraverso la creazione di un clima di fiducia, dialogo e partecipazione.
È fondamentale promuovere la cultura della legalità, sensibilizzare i giovani ai rischi della violenza e offrire loro alternative costruttive per esprimere le proprie emozioni e risolvere i propri problemi.
Parallelamente, è imprescindibile rafforzare il legame tra scuola, territorio e forze dell’ordine, per creare una rete di protezione che coinvolga l’intera comunità.
Questa riunione straordinaria del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza non è un momento di formalità, ma un’occasione per elaborare strategie concrete e condivise, per garantire la sicurezza degli studenti e per promuovere una cultura del rispetto che permei ogni aspetto della nostra società.
Il ricordo di questa giovane vita spezzata deve trasformarsi in un impegno solenne: costruire un futuro in cui ogni studente possa crescere in un ambiente sicuro, accogliente e stimolante, dove il rispetto per l’altro sia non solo un principio, ma una pratica quotidiana.

