Un’instabilità atmosferica diffusa caratterizzerà il fine settimana, con dinamiche contrastanti che disegnano un quadro meteorologico variegato sull’Italia.
A fronte di un generale aumento delle temperature, che si discostano dai valori medi stagionali, soprattutto al Centro e al Sud, si assiste a un’irruzione di aria fredda in quota che innesca fenomeni nevosi sulle Alpi occidentali e precipitazioni a carattere piovoso su ampie porzioni del territorio.
Le prime avvisaglie di questa complessa situazione si manifestano già nelle prossime ore, con deboli piogge che interesseranno il Nord-Ovest, la Toscana e la Sardegna.
Contestualmente, sulle Alpi occidentali si palesano i primi segnali di nevicate, preludio a un’intensificazione del fenomeno nel corso del weekend.
La perturbazione, alimentata da correnti atlantiche dinamiche, si manifesterà con nevicate moderate, a tratti anche intense, sulle Alpi occidentali.
Queste precipitazioni, caratterizzate da un elevato grado di umidità, si accumuleranno rapidamente in alta quota, creando condizioni di guida difficoltose e aumentando il rischio di valanghe.
Il versante retico, in particolare, sarà oggetto di abbondanti nevicate, con accumuli potenzialmente superiori al metro in alta quota.
Piogge diffuse, a volte intense, interesseranno invece il Piemonte e la Liguria, estendendosi progressivamente anche alle Isole Maggiori e al versante ionico del Sud.
Questi fenomeni, favoriti dall’apporto di umidità proveniente dal Mediterraneo, potranno causare temporanee difficoltà alla circolazione e, localmente, ristagni idrici.
Nonostante il quadro generale delinei un fine settimana decisamente perturbato al Nord-Ovest e al Sud, il meteorologo Lorenzo Tedici sottolinea la possibilità di schiarite in altre regioni, suggerendo un andamento variabile delle condizioni atmosferiche.
L’evoluzione del tempo nei prossimi quattro giorni prevede un significativo apporto di neve sulle Alpi occidentali, con accumuli che, in alta quota, potrebbero superare il metro.
A quote intermedie, intorno ai 1500 metri, si prevedono mediamente 40-50 centimetri di neve fresca, con particolare incidenza sul territorio piemontese.
Questo evento nevoso, di entità rilevante, rappresenta un importante apporto idrico per le riserve montane, ma richiede un’attenta valutazione dei rischi legati alla mobilità e alla sicurezza.

