Cinquant’anni.
Un traguardo che suscita interrogativi e, inaspettatamente, un’onda di commozione.
Lo ha sottolineato Mario Orfeo, direttore responsabile, rivolgendosi a Ezio Mauro durante l’apertura della celebrazione, un evento ospitato nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica.
La risposta di Orfeo, colpita da un’emozione palpabile, ha anticipato una serata intrisa di ricordi, riflessioni e riconoscimenti nei confronti di un quotidiano che ha segnato profondamente il panorama dell’informazione italiana.
La festa, descritta dallo stesso Orfeo come una “festa di famiglia”, ha ripercorso la storia di una testata nata il 14 gennaio 1976, frutto della visione innovativa di Eugenio Scalfari.
Tre ore di testimonianze, aneddoti e analisi hanno visto protagonisti figure chiave e amici illustri, contribuendo a tessere un affresco completo dell’evoluzione del giornale.
Un elemento cardine, riportato all’attenzione fin dalle prime battute da Luca Zingaretti, è stato il principio fondante espresso dallo stesso Scalfari: una dichiarazione di intenti che ha sempre distinto il quotidiano dalla massa.
Non la pretesa di una neutralità artificiale, spesso mascherata da presunta imparzialità, bensì una scelta di campo esplicita e consapevole.
Un atto di coraggio intellettuale che, al di là delle polemiche che ha inevitabilmente suscitato, ha definito un’identità precisa e ha permesso al giornale di posizionarsi come voce critica e indipendente nel dibattito pubblico.
L’eredità di Scalfari, più che un semplice ricordo, si è rivelata un faro per comprendere le scelte editoriali e l’approccio all’informazione che hanno caratterizzato il quotidiano nel corso dei decenni.
Un’eredità che, a cinquant’anni dalla nascita, continua a stimolare la riflessione sul ruolo della stampa in una società in continua trasformazione, invitando a interrogarsi sulla responsabilità del giornalista e sull’importanza di un’informazione libera e pluralista.
La serata ha rappresentato non solo una celebrazione del passato, ma anche una riflessione sul futuro, un invito a preservare i valori fondanti e a confrontarsi con le sfide del domani, mantenendo salda la promessa di essere “un giornale un poco diverso dagli altri”.







