“Due cuori e due capanne”, diretto da Massimiliano Bruno, si presenta come un’esplorazione arguta e contemporanea delle dinamiche di genere e delle convenzioni sociali, celata sotto le vesti di una commedia romantica.
Il film, distribuito da Vision Distribution e in uscita il 22 gennaio, offre uno sguardo inaspettato sulle vite di Alessandra, interpretata da Claudia Pandolfi, e Valerio, nei panni di Edoardo Leo.
Alessandra incarna l’insegnante di lettere profondamente radicata in una visione femminista e attenta alle disuguaglianze di genere.
Il suo lavoro, sia in aula che nella vita, è permeato da un’impegno costante per smantellare le strutture patriarcali, promuovendo un’educazione alla parità e al rispetto.
È una figura intellettualmente stimolante, che non rinuncia a mettere in discussione i ruoli e i comportamenti consolidati.
Valerio, invece, è il preside di un liceo, un uomo apparentemente stabile e posizionato nella sua carriera, ma invischiato in un’eredità culturale pesante.
Cresciuto in una famiglia ancorata a valori tradizionali, Valerio ha interiorizzato pregiudizi e stereotipi, agendo, spesso involontariamente, da sostenitore di una visione maschilista.
Il suo è un maschilismo “inconsapevole”, un retaggio di convinzioni che lo limitano e, al contempo, lo rendono vulnerabile.
L’incontro tra questi due mondi apparentemente inconciliabili – l’attivismo di Alessandra e il tradizionalismo di Valerio – innesca una serie di eventi inattesi, culminando in una gravidanza inaspettata.
Questo evento destabilizzante non solo sconvolge le loro vite individuali, ma mette a confronto le loro diverse prospettive sul mondo, sulla famiglia e sul ruolo delle donne nella società.
Il film, lungi dall’essere una semplice commedia sentimentale, si propone di sondare le complessità delle relazioni umane, interrogandosi sulle difficoltà di superare i propri condizionamenti culturali e di abbracciare un cambiamento.
“Due cuori e due capanne” ambisce a essere una riflessione leggera ma penetrante sulle sfide del nostro tempo, offrendo al pubblico un’occasione per ridere e, allo stesso tempo, per riflettere sulle dinamiche di genere che ancora permeano la nostra società, con una distribuzione iniziale di circa 400 copie.







