“Generazionale senza volerlo essere, Discordia, armonia e altri stati d’animo” è l’intima cartografia sonora tracciata da Mecna, Corrado Grilli, nel suo nuovo album in dodici tracce, pubblicato da Emi Records Italy/Universal Music Italia.
Un’opera che non si limita a rappresentare una generazione, ma si immerge nelle complessità esistenziali di chi, tra i venticinque e i quarant’anni, naviga le acque spesso torbide del passaggio all’età adulta.
L’album, un viaggio introspettivo senza filtri, emerge da un contesto sociale caratterizzato da un diffuso senso di smarrimento e dalla ricerca incessante di significato.
Mecna non affronta i temi materiali e superficiali che permeano la cultura contemporanea, ma si concentra sull’esplorazione del sé, offrendo un racconto onesto e vulnerabile.
“Parlo della mia generazione, dei miei amici, di ciò che osservo nel mio quotidiano,” confessa l’artista, svelando un processo creativo che si configura come un atto di autoanalisi.
La scrittura per Mecna è una catarsi, una “terapia” che lo porta a confrontarsi con le proprie fragilità e contraddizioni.
“Quando scrivo, mi scopro,” rivela, sottolineando come il flusso di coscienza che anima il disco sia il risultato di un’immersione profonda nel proprio universo interiore.
L’eco di queste riflessioni trova risonanza in molti ascoltatori, testimoniato da messaggi commoventi che giungono direttamente al cuore dell’artista, alimentando un senso di responsabilità e connessione.
Dalla compiutezza introspettiva di “Laska” all’immediatezza dell’ultimo EP “Introspezione”, il percorso artistico di Mecna si è costantemente interrogato sulla condizione umana.
Il nuovo lavoro non fa eccezione, ampliando il proprio orizzonte tematico con la narrazione di un’esperienza dolorosa come l’interruzione spontanea di gravidanza, affrontata con la cruda onestà che contraddistingue la sua scrittura.
Il brano “A ciel sereno” nasce proprio da questa necessità di elaborazione emotiva, trovando nella musica la via più diretta per esprimere un dolore profondo.
La tecnica di scrittura, spesso caratterizzata da un flusso di coscienza incontrollato, si rivela uno strumento prezioso per l’artista.
“Ritratti”, un brano interamente composto da barre, senza la prevedibilità di un ritornello, ne è un esempio lampante.
Questo approccio permette a Mecna di lasciarsi sorprendere dalle proprie parole, attingendo a un serbatoio di emozioni e sensazioni che spesso sfuggono alla ragione.
L’album si configura come un percorso di riconciliazione con il proprio passato e di accettazione del presente.
“Ho fatto pace con i miei demoni,” afferma Mecna, delineando una nuova consapevolezza che lo porta a ricercare attivamente ciò che lo rende sereno.
Nonostante questa ritrovata armonia, permane una tensione creativa, un desiderio inesauribile di espressione e di connessione con un pubblico sempre più vasto.
È questo equilibrio precario tra discordia e armonia, tra inquietudine e accettazione, a definire l’essenza dell’album e a conferirgli una profondità emotiva che lo rende universalmente condivisibile.
Il “Terapia Club Tour 2026” siglerà questo momento, con una tappa inedita a Londra, il Colours Hoxton, aprendo le porte a un pubblico internazionale.






