La fisarmonica, strumento dalle mille anime, incarna un’eco del passato che, paradossalmente, anela a proiettarsi nel futuro.
Più che un semplice strumento, è un ponte sospeso tra epoche, un custode di memorie ancestrali che tenta, con audacia, di dialogare con il presente in rapida evoluzione.
Pietro Roffi, giovane interprete e compositore italiano, si fa portavoce di questa ricerca, spingendosi oltre i confini tradizionali del repertorio, alla scoperta di territori sonori inesplorati.
Il 9 gennaio segna l’uscita digitale del singolo “Flight – Oltrepassare III”, preludio all’album “Oltrepassare”, un progetto ambizioso prodotto da Blue Mirror e sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Siae, che vedrà la luce il 30 gennaio.
L’album, composto da dieci brani originali, culmina in una suite che dà il titolo al disco e che si sviluppa attraverso l’intreccio di un quintetto d’archi, il linguaggio evocativo del pianoforte e le sottili sfumature dell’elettronica.
“Oltrepassare” nasce da un bisogno profondo, quello di restituire alla fisarmonica una piena cittadinanza nel panorama musicale contemporaneo, un’eco che possa risuonare con intensità nel tempo che viviamo.
Per Roffi, si tratta di un’opportunità per infrangere gli stereotipi che da sempre hanno relegato lo strumento in nicchie specifiche, aprendo la strada a nuove espressioni e possibilità interpretative.
Non si tratta di una negazione del passato, di una rinuncia all’eredità di Astor Piazzolla e alle radici folk, ma di un percorso di reinterpretazione, di ricerca di nuove connessioni con un pubblico più ampio.
La musica di Roffi si distingue per la sua natura intrinsecamente “visiva”, capace di evocare paesaggi interiori e suggestioni legate al mondo esterno.
L’idea per l’album è germogliata cinque anni fa, da una visione artistica che non mirava a un target specifico, ma che si è sviluppata organicamente, dando voce a una profonda necessità espressiva.
L’aspirazione è quella di raggiungere un pubblico vasto, al di là dei confini degli amanti di Max Richter e Ludovico Einaudi, offrendo un’esperienza musicale originale e coinvolgente.
Il debutto di Roffi nel 2018, di fronte a Ennio Morricone e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Parco della Musica di Roma, rappresenta un momento indimenticabile.
L’esecuzione di un brano appositamente composto dal premio Oscar Dario Marianelli ha segnato l’inizio di un percorso artistico ricco di emozioni e riconoscimenti.
Oggi, l’attività concertistica di Roffi si affianca all’impegno nella composizione, con una continua ricerca di nuove modalità di integrazione tra la fisarmonica e altri strumenti.
“Le nuove generazioni non conoscono la fisarmonica, anche se Cesare Cremonini l’ha suonata negli stadi,” osserva Roffi, sottolineando la necessità di superare la sua relegazione a un pubblico di nicchia.
Tuttavia, un cambiamento, seppur lento, è in atto.
Dalla sua abitazione a Valmontone, vicino Roma, Roffi guida masterclass online per giovani musicisti provenienti da tutto il mondo, dimostrando l’interesse crescente per la sua musica e il suo approccio innovativo.
La sua musica è entrata a far parte dei programmi di alcuni conservatori stranieri, segno di un riconoscimento sempre più diffuso.
Il futuro di Roffi è rivolto all’esplorazione delle potenzialità sonore della fisarmonica, attraverso l’integrazione con l’elettronica, e alla presentazione di “Oltrepassare” in concerto in tutta Italia, in diverse configurazioni, da solo o con ensemble d’archi, pianoforte ed elettronica.
La fisarmonica, per Roffi, è un universo di possibilità infinite, un ponte tra passato e futuro, un prisma sentimentale che trasforma il suono in colore, materia e prospettiva.
E c’è ancora tanto da scoprire.

