La recente conclusione dell’attività di rilevamento e censimento nazionale degli autovelox segna un punto di svolta nell’organizzazione e nella trasparenza del controllo della velocità sulle strade italiane.
L’iniziativa, promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha richiesto la mappatura completa e la comunicazione dei dati relativi a tutti i sistemi di rilevamento della velocità presenti sul territorio, coinvolgendo Comuni, enti locali e le forze dell’ordine.
La mancata adesione a questo obbligo informativo, ovvero l’omessa trasmissione delle informazioni richieste attraverso la piattaforma dedicata, comporta conseguenze significative: a partire dal 29 novembre, le amministrazioni inadempienti dovranno disattivare i dispositivi di rilevamento.
Questa misura, lungi dall’essere una semplice sanzione, si configura come un atto necessario per garantire la validità legale delle sanzioni elevate.
Infatti, la nullità delle multe derivanti da apparecchiature non correttamente censite rappresenta un deterrente importante per assicurare la piena conformità alle normative vigenti.
Questo processo di censimento non è soltanto un adempimento burocratico.
Si inserisce in un quadro più ampio di riforma e modernizzazione della gestione del controllo della velocità, finalizzato a migliorare la sicurezza stradale e a rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti delle forze dell’ordine.
La trasparenza, in questo contesto, assume un ruolo chiave: la pubblicazione dei dati relativi alla localizzazione degli autovelox, unitamente a informazioni sul loro funzionamento e sulle modalità di calcolo della velocità, dovrebbe contribuire a ridurre l’opacità percepita e a promuovere comportamenti più responsabili da parte degli automobilisti.
Tuttavia, l’implementazione di un sistema così ampio non è esente da criticità.
Si pone la questione dell’effettiva capacità di controllo sull’applicazione della misura: come garantire che le amministrazioni inadempienti rispettino l’obbligo di disattivazione? Inoltre, l’impatto sulla sicurezza stradale derivante dalla rimozione di un certo numero di autovelox, seppur temporaneo, necessita di un’attenta valutazione.
Si tratta, in definitiva, di trovare un equilibrio tra la necessità di trasparenza e l’imperativo di salvaguardare la sicurezza delle strade.
L’iniziativa apre, inoltre, interrogativi sulla validità retroattiva delle sanzioni già elevate da apparecchiature non censite, e sulla necessità di definire procedure chiare per la futura gestione e aggiornamento del database nazionale degli autovelox, considerando la costante evoluzione tecnologica dei sistemi di rilevamento e le possibili modifiche normative in materia di sicurezza stradale.
La sfida, ora, è quella di trasformare questa fase di transizione in un’opportunità per costruire un sistema di controllo della velocità più efficace, equo e percepito positivamente dai cittadini.






