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Costruzioni Abusive: Allarme nel Sud, un’Italia a due velocità.

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Il fenomeno delle costruzioni abusive in Italia, lungi dall’essere un’anomalia marginale, rappresenta una problematica strutturale e persistente, con una concentrazione particolarmente drammatica nel Mezzogiorno.

I dati Istat del 2022, presentati in sede di audizione parlamentare alla Commissione Ambiente della Camera, rivelano un quadro allarmante: per ogni dieci nuove abitazioni costruite nel rispetto delle normative edilizie, se ne contano circa quindici in violazione delle stesse a livello nazionale.
Tuttavia, questa media nazionale cela disparità territoriali significative.
Il Sud Italia emerge come epicentro di un’edilizia illegale diffusa, con un rapporto che supera le quaranta nuove costruzioni abusive ogni cento autorizzate.
Le regioni Campania e Calabria, in particolare, si distinguono per livelli di illegalità ancora più elevati, superando le cinquanta costruzioni abusive ogni cento autorizzazioni.

Anche la Sicilia, pur con valori leggermente inferiori, conferma questa tendenza preoccupante.
Questa persistente illegalità edilizia non è semplicemente un’emergenza contingente, ma riflette un intreccio complesso di fattori socio-economici, amministrativi e culturali.
Tra questi, si annoverano la pressione demografica in aree periferiche, la difficoltà di accesso al credito per le famiglie a basso reddito, la lentezza e la complessità delle procedure amministrative per le autorizzazioni, la scarsa efficacia dei controlli e, in alcuni casi, la connivenza tra dinamiche di corruzione e speculazione.
Le conseguenze di questa edilizia illegale sono molteplici e gravissime.
Oltre al danno economico diretto, derivante dalla perdita di risorse pubbliche e dalla svalutazione del patrimonio immobiliare legale, si configurano rischi per la sicurezza, l’ambiente e la legalità.
Le costruzioni abusive, spesso realizzate in aree a rischio sismico o idrogeologico, compromettono la stabilità del territorio e mettono a repentaglio la vita delle persone.

Inoltre, l’illegalità edilizia alimenta la criminalità organizzata, che spesso si infiltra nel settore delle costruzioni per riciclare capitali illeciti e condizionare le decisioni amministrative.

La discussione parlamentare in corso, volta ad aggiornare e coordinare la disciplina legislativa in materia edilizia, rappresenta un’opportunità cruciale per affrontare questa problematica con un approccio più efficace e integrato.

È necessario non solo rafforzare i controlli e le sanzioni per i trasgressori, ma anche semplificare le procedure autorizzative, incentivare la regolarizzazione delle costruzioni abusive esistenti e promuovere una cultura della legalità e della sostenibilità nel settore delle costruzioni.
Solo attraverso un impegno corale e una visione di lungo periodo sarà possibile contrastare efficacemente questo fenomeno e tutelare il territorio, la sicurezza e il futuro del Paese.

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