A novembre 2023, il debito pubblico italiano ha registrato una contrazione, seppur modesta, di 6,8 miliardi di euro rispetto al mese precedente, attestandosi a 3.124,9 miliardi.
Un dato, reso noto da Bankitalia, che riflette una complessa dinamica finanziaria e una gestione del debito caratterizzata da equilibri precari.
L’andamento in diminuzione è stato determinato principalmente da una riduzione delle liquidità gestite dal Tesoro, pari a 12,8 miliardi, e dall’effetto combinato di elementi finanziari specifici legati all’emissione e rimborso di titoli, all’impatto della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione, e alle fluttuazioni dei tassi di cambio, che complessivamente hanno inciso positivamente per 0,1 miliardi.
Questi fattori, tuttavia, non hanno completamente azzerato l’incremento del fabbisogno finanziario delle amministrazioni pubbliche, quantificato in 6,1 miliardi.
L’evoluzione del debito pubblico non è uniforme in termini di detenzione.
La quota di debito in mano alla Banca d’Italia continua una tendenza al ribasso, attestandosi al 18,6% – una diminuzione che segnala un processo di riequilibrio nella gestione della liquidità nazionale.
Questo dato è da interpretare nel contesto più ampio della politica monetaria e della gestione delle riserve valutarie.
Il quadro internazionale, invece, mostra un andamento più complesso.
I detentori non residenti continuano a rappresentare una fetta significativa del debito italiano, con una percentuale che si è attestata al 34,1%.
Questa quota, sebbene leggermente superiore rispetto al mese precedente (33,9%), testimonia la capacità dell’Italia di attrarre investimenti esteri, ma anche la sua dipendenza dai mercati finanziari globali e dalla fiducia degli investitori internazionali.
La quota detenuta da altri residenti, principalmente famiglie e imprese non finanziarie, si è stabilizzata al 14,5%, riflettendo la propensione al risparmio e gli investimenti interni.
L’analisi della composizione del debito pubblico, così articolata, fornisce elementi per comprendere le vulnerabilità e le opportunità per il futuro.
La diminuzione del debito nel breve periodo, pur incoraggiante, non deve mascherare la necessità di politiche economiche strutturali volte a garantire la sostenibilità del debito nel lungo periodo.
La composizione attuale del debito evidenzia l’importanza di una gestione prudente delle finanze pubbliche, di un rafforzamento della crescita economica e di un miglioramento della competitività del Paese, elementi cruciali per preservare la stabilità finanziaria e la fiducia dei mercati.
La vigilanza costante su questi indicatori macroeconomici e finanziari è essenziale per affrontare le sfide che attendono l’economia italiana.







