L’Unione Europea sta delineando un’architettura normativa inedita, il Digital Networks Act (DNA), con l’ambizioso obiettivo di ripensare e uniformare la governance delle infrastrutture digitali che sostengono la società contemporanea.
Lungi dall’essere una semplice revisione, il DNA si configura come un intervento strategico volto a sbloccare il potenziale della connettività avanzata, promuovendo una crescita economica inclusiva e una cittadinanza digitale pienamente partecipativa.
Il fulcro di questa transizione è la progressiva eliminazione del sistema telefonico tradizionale basato sul rame, un’eredità tecnologica ormai inadeguata a rispondere alle crescenti esigenze di velocità, affidabilità e capacità.
L’abbandono del rame non è solo una questione tecnica, ma un imperativo strategico legato alla competitività globale e alla resilienza delle infrastrutture critiche.
La normativa non impone una data univoca per l’eliminazione del rame a livello europeo, bensì stabilisce una timeline definita con l’obbligo per ogni Stato membro di presentare, entro un termine specifico, un piano nazionale dettagliato.
Questi piani dovranno articolare una strategia chiara per la transizione completa verso reti in fibra ottica, con una scadenza ultima, fissata al 2035, per il raggiungimento dell’obiettivo.
Questo approccio flessibile riconosce le diverse realtà nazionali, tenendo conto delle disparità infrastrutturali, economiche e geografiche che caratterizzano l’Unione Europea.
Tuttavia, impone un impegno concreto e misurabile, monitorato a livello comunitario, per garantire che la transizione avvenga in modo equo e tempestivo.
Oltre alla definizione delle tempistiche per l’abbandono del rame, il DNA introduce una serie di misure innovative.
Queste includono incentivi per gli investimenti in reti a banda ultralarga, la promozione di tecnologie emergenti come il 5G e il 6G, e la definizione di standard per la sicurezza e la qualità del servizio.
L’attenzione è rivolta anche alla trasparenza e alla condivisione delle infrastrutture, per favorire la concorrenza e ridurre i costi per gli operatori e i consumatori.
Il DNA riconosce inoltre l’importanza di una connettività resiliente, capace di resistere a eventi naturali, attacchi informatici e altre emergenze.
Pertanto, promuove l’adozione di soluzioni di ridondanza e diversificazione delle infrastrutture, garantendo la continuità dei servizi anche in situazioni avverse.
In definitiva, il Digital Networks Act rappresenta un investimento nel futuro digitale dell’Europa, un motore per l’innovazione, la crescita e l’inclusione sociale.
L’eliminazione del rame è solo la pietra miliare di un progetto ben più ampio, volto a costruire un’Europa connessa, resiliente e competitiva nel panorama globale.
La sfida è complessa, ma le opportunità che se ne derivano sono immense.







