Il panorama globale si presenta oggi come un intricato labirinto di incertezze, dove le dinamiche geoeconomiche si configurano come il rischio preminente, superando persino le tradizionali minacce militari.
Questa percezione, emersa dall’ultimo Global Risks Report del World Economic Forum, riflette una profonda inquietudine condivisa da un panel diversificato di leader, accademici, imprenditori e rappresentanti della società civile.
L’indagine, che ha coinvolto oltre 1300 partecipanti, rivela un’aspettativa dominante di turbolenza, con il 50% degli intervistati che prevede un futuro prossimo, nei prossimi due anni, segnato da eventi drammatici e sconvolgimenti.
Un ulteriore 40% si attesta su una visione di instabilità latente, mentre una fetta residuale, appena il 9%, nutre speranze di stabilità, e un’infinitesimale minoranza (1%) ipotizza un’era di calma e serenità.
L’analisi non si limita a una proiezione a breve termine.
Estendendo l’orizzonte temporale a un decennio, la preoccupazione si intensifica: il 57% degli intervistati anticipa un mondo caratterizzato da turbolenze significative, il 32% prevede instabilità cronica, mentre la possibilità di un futuro stabile resta una speranza remota per il 10% degli esperti, relegata quasi all’irrealizzabile per l’1% restante.
Oltre allo scontro geoeconomico, il report identifica una serie di fattori che contribuiscono a questo quadro desolante.
I conflitti internazionali, ormai interconnessi e alimentati da interessi divergenti, occupano un posto di rilievo nella graduatoria dei rischi.
L’aggravarsi degli eventi meteorologici estremi, esacerbati dai cambiamenti climatici, minaccia la stabilità economica e sociale delle comunità in tutto il mondo.
La polarizzazione sociale, alimentata dalle disuguaglianze economiche e dalle divisioni ideologiche, mina la coesione sociale e favorisce l’instabilità politica.
Infine, la proliferazione di disinformazione e “fake news” erode la fiducia nelle istituzioni e complica la capacità di affrontare le sfide globali.
Il Global Risks Report non si limita a diagnosticare i problemi, ma suggerisce anche alcune direzioni per la riflessione.
Si sottolinea l’urgente necessità di rafforzare la resilienza delle economie e delle società, promuovendo la diversificazione, l’innovazione e la cooperazione internazionale.
Si evidenzia l’importanza di investire in soluzioni sostenibili per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere l’ambiente.
Si invita a promuovere l’educazione civica e la literacy mediatica per contrastare la disinformazione e rafforzare la capacità di discernimento dei cittadini.
In definitiva, il report lancia un appello alla leadership globale per affrontare con coraggio e lungimiranza le sfide che ci attendono, costruendo un futuro più stabile, equo e sostenibile per tutti.
L’analisi evidenzia la necessità di una nuova narrazione globale, che vada oltre la mera gestione del rischio, abbracciando un approccio proattivo e collaborativo per plasmare un destino condiviso.







