L’esito del viaggio sudamericano di Ursula von der Leyen pende da un filo sottile, un equilibrio precario che riflette la complessità geopolitica e le profonde divisioni interne all’Unione Europea.
La ratifica dell’accordo Mercosur, frutto di decenni di negoziati, non è affatto scontata e il suo destino è strettamente legato alle reazioni del Parlamento europeo, un organo sensibile alle pressioni di un settore agricolo europeo in forte protesta.
La firma prevista in Paraguay rappresenta più di una semplice formalità; simboleggia l’ambizione di Bruxelles di riorientare i flussi commerciali, emancipandosi da una dipendenza eccessiva dai mercati tradizionali e, soprattutto, di costruire una solida argine contro le derive protezionistiche emerse con il ritorno di Donald Trump sulla scena politica americana.
La minaccia di dazi, precedentemente sminuita, si riaccende con la questione della Groenlandia, delineando un quadro di incertezza che richiede risposte strategiche.
Von der Leyen, durante la sua visita a Rio de Janeiro, ha espresso un ottimismo cauto, sottolineando che l’accordo non è un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase di cooperazione.
La sua retorica, tuttavia, cela una consapevolezza delle sfide che attendono.
L’accordo Mercosur non è solo una questione economica; è un affare di relazioni internazionali, un tentativo di rafforzare i legami con i paesi dell’America Latina in un contesto globale sempre più competitivo e frammentato.
L’importanza strategica del partenariato risiede nella sua capacità di promuovere un commercio globale basato su principi di reciprocità e collaborazione, in opposizione a un approccio competitivo e unilaterale.
Von der Leyen, senza menzionare direttamente Trump, ha voluto ribadire un concetto fondamentale: il commercio non è una partita a somma zero, dove la vittoria di una parte implica la sconfitta dell’altra.
Un sistema commerciale sano prospera quando tutti i partecipanti ne traggono beneficio, stimolando la crescita, l’innovazione e lo scambio di idee.
La ratifica dell’accordo è quindi un banco di prova cruciale per l’Unione Europea, un test della sua capacità di perseguire una politica commerciale coerente e a lungo termine, capace di resistere alle pressioni esterne e di tutelare gli interessi dei suoi cittadini, bilanciando le esigenze dei produttori agricoli con le opportunità di crescita e sviluppo che il Mercosur può offrire.
Il futuro delle relazioni tra Europa e America Latina potrebbe dipendere dall’esito di questa delicata fase.







