Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato l’approvazione da parte della Ragioneria Generale dello Stato di un significativo stanziamento di 93.380.517,13 euro destinati a Venezia, un intervento cruciale per il rilancio delle attività e la continuità operativa del complesso sistema Mose.
L’erogazione dei fondi rappresenta una risposta immediata alla situazione di emergenza segnalata dal Commissario Liquidatore del Consorzio Venezia Nuova, che aveva evidenziato criticità finanziarie mettendo a rischio la prosecuzione dei lavori e la stabilità economica del territorio.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso la propria soddisfazione per questa decisione, sottolineando la sua ferma volontà di garantire la salvaguardia del patrimonio veneto e di tutelare i lavoratori e le imprese coinvolte.
Lo stanziamento non si limita al pagamento delle somme dovute per le prestazioni già eseguite e contabilizzate nel quadro del Mose, ma mira a sostenere la gestione ordinaria e la manutenzione dell’opera, essenziali per la sua efficacia nel tempo.
Il Mose, acronimo di “Modulo Sperimentale Elettromeccanico”, si configura come un sistema di barriere mobili concepito per proteggere la laguna veneziana dall’azione delle acque alte, un fenomeno sempre più frequente e intenso a causa dei cambiamenti climatici e dell’innalzamento del livello del mare.
L’opera, frutto di un progetto complesso e multidisciplinare, non è solamente un intervento infrastrutturale, ma un esempio di ingegneria idraulica di frontiera, capace di coniugare innovazione tecnologica e tutela del paesaggio.
I 110 sollevamenti effettuati finora, durante i quali le barriere sono state attivate per proteggere la città, testimoniano l’importanza strategica del Mose nel mitigare i danni causati dalle mareggiate eccezionali.
Tuttavia, la sua piena efficacia dipende dalla continuità degli interventi di manutenzione, dall’aggiornamento tecnologico e dalla risoluzione delle problematiche finanziarie che, come emerso recentemente, hanno rischiato di compromettere l’intero progetto.
La decisione di sbloccare i fondi si pone, pertanto, come un atto di responsabilità istituzionale volto a preservare un bene comune di inestimabile valore, non solo per Venezia, ma per l’Italia intera.
Il Ministro Salvini ha ribadito la necessità di tutelare i diritti dei lavoratori, garantendo il pagamento degli stipendi, e di onorare gli impegni presi con le imprese, favorendo la ripresa economica del territorio.
L’operazione dimostra l’impegno del governo a preservare l’eredità di un’opera che rappresenta un simbolo di resilienza e innovazione, un baluardo contro l’incombente minaccia dell’acqua alta e un patrimonio da custodire per le future generazioni.

