NCC: La Corte frena l’intervento statale e tutela le Regioni

- Advertisement -

L’intervento normativo statale, volto a salvaguardare la concorrenza nel settore del trasporto persone, non può giustificare l’adozione di misure restrittive e sproporzionate a carico degli operatori di noleggaggio con conducente (NCC).
Tale approccio rischia di pregiudicare in maniera indebita la libertà di iniziativa economica, penalizzando un comparto professionale che contribuisce in maniera significativa alla mobilità urbana e interregionale, e generando distorsioni nel mercato.
La recente sentenza numero 163, emessa in seguito ai conflitti di attribuzione sollevati dalla Regione Calabria contro il decreto interministeriale 226/2024 e le relative disposizioni attuative, ha evidenziato un’incongruenza nell’esercizio delle competenze statali.
La Corte ha infatti rilevato come l’intervento legislativo, pur nella sua apparente finalità di promozione della concorrenza, abbia sostanzialmente invaso la sfera di competenza regionale, specificatamente quella relativa al trasporto pubblico locale.

La questione cruciale risiede nell’equilibrio tra le competenze legislative statali e regionali.

Sebbene lo Stato detenga la competenza generale in materia di concorrenza, essa non può essere esercitata in modo tale da comprimere indebitamente le competenze regionali, riconosciute dalla Costituzione, in materia di organizzazione e gestione dei servizi di trasporto pubblico locale.

Il decreto interministeriale in esame, con le sue limitazioni e oneri imposti agli operatori NCC, ha invero superato i confini di tale competenza, configurando un’illegittima invasione della sfera regionale.
La sentenza numero 163 rappresenta un punto di riferimento importante per delineare i limiti dell’azione statale in materia di concorrenza, ribadendo la necessità di un coordinamento efficace tra i diversi livelli di governo.

Le regioni, infatti, sono chiamate a svolgere un ruolo cruciale nella definizione delle politiche di trasporto pubblico locale, tenendo conto delle specifiche esigenze del territorio e delle peculiarità del tessuto economico e sociale.

L’esito del conflitto di attribuzione implica una revisione delle normative esistenti e una ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regioni in materia di servizi di trasporto persone.

È auspicabile che si avvii un dialogo costruttivo tra le parti coinvolte, al fine di individuare soluzioni equilibrate che garantiscano la concorrenza leale, tutelino gli interessi dei consumatori e rispettino le competenze costituzionali di ciascun livello di governo.

Un approccio olistico, che consideri la complessità del sistema di mobilità e promuova la collaborazione tra tutti gli attori coinvolti, si rivela essenziale per garantire un servizio efficiente, accessibile e sostenibile per tutti i cittadini.

- pubblicità -
- Pubblicità -