L’evoluzione del panorama pensionistico globale rivela una tendenza inequivocabile: l’età media di pensionamento si sta progressivamente innalzando.
Il recente rapporto “Panorama delle Pensioni 2025” dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), analizzando 38 nazioni membri, proietta un futuro in cui la maggioranza dei lavoratori dovrà rivedere le proprie aspettative e proiezioni riguardanti il momento del ritiro dal mondo del lavoro.
L’innalzamento dell’età pensionabile non è un fenomeno omogeneo.
Si osserva una marcata eterogeneità tra i paesi aderenti all’OCSE, riflettendo differenti sistemi pensionistici, condizioni economiche e demografiche.
In paesi come la Colombia, il Lussemburgo e la Slovenia, l’età pensionabile “standard” per gli uomini si attesta intorno ai 62 anni, mentre per le donne può scendere fino ai 57 anni, delineando un’anomalia che merita ulteriore studio in relazione alle politiche di genere e alla partecipazione femminile al mercato del lavoro.
Al polo opposto, nazioni come Danimarca, Estonia, Italia, Olanda e Svezia, si configurano come avamposti di un’età pensionabile che si estende ben oltre il traguardo dei 70 anni.
Questa tendenza, apparentemente radicale, è il risultato di una complessa interazione di fattori.
L’aumento dell’aspettativa di vita, che vede la popolazione vivere più a lungo e in salute, rende necessaria una revisione dei sistemi pensionistici per garantire la loro sostenibilità finanziaria.
Parallelamente, l’evoluzione del mercato del lavoro, caratterizzata da una maggiore flessibilità e dall’emergere di nuove forme contrattuali, può incentivare i lavoratori a posticipare il pensionamento, sia per motivi economici che per la volontà di continuare a contribuire attivamente alla società.
Tuttavia, l’innalzamento dell’età pensionabile non è privo di implicazioni sociali ed economiche.
Si pone la questione dell’equità intergenerazionale, con i lavoratori più giovani che potrebbero sentirsi gravati dal peso di sostenere un numero crescente di pensionati.
Inoltre, è fondamentale garantire che i lavoratori abbiano le competenze e le opportunità per rimanere attivi e produttivi fino ad un’età più avanzata.
La formazione continua, la riqualificazione professionale e la promozione di ambienti di lavoro inclusivi e flessibili diventano quindi elementi cruciali per affrontare le sfide poste dalla progressiva innalzamento dell’età pensionabile.
Inoltre, va considerato l’impatto sulla forza lavoro: ritardare l’uscita dal mercato del lavoro potrebbe limitare le opportunità per i giovani.
La sfida, quindi, è trovare un equilibrio che concilì la sostenibilità finanziaria dei sistemi pensionistici con la promozione di una società inclusiva e dinamica.






