Il panorama olivicolo italiano si appresta a entrare in una nuova era, segnata dall’approvazione imminente del primo Piano Nazionale Olio quinquennale, un investimento strategico di quasi 500 milioni di euro.
Questa iniziativa, frutto di un ampio confronto con le diverse componenti del settore, rappresenta una risposta concreta alle sfide e alle opportunità che caratterizzano uno dei pilastri del Made in Italy.
Il sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra, ha sottolineato l’importanza di questo piano, evidenziando come esso miri a definire una rotta chiara per il futuro del settore.
L’obiettivo ambizioso è incrementare la produzione di olio d’oliva di almeno il 25% entro tre anni, un traguardo che richiede un approccio sistemico e una visione di lungo periodo.
Il Piano Nazionale Olio non è semplicemente un pacchetto di finanziamenti, ma un vero e proprio strumento di governance che intende razionalizzare e coordinare le risorse disponibili a livello europeo, nazionale e regionale.
L’attuale frammentazione degli interventi, dispersi in diverse iniziative minori, è vista come un ostacolo all’efficacia complessiva.
Il Piano si propone di canalizzare questi fondi verso obiettivi condivisi, massimizzando l’impatto e garantendo una maggiore trasparenza.
L’allocazione dei finanziamenti è significativa: 300 milioni provengono dal provvedimento “ColtivaItalia”, con un contributo graduale negli anni 2026, 2027 e 2028, e 175 milioni sono destinati dall’Unione Europea, distribuiti in modo costante nel corso dei cinque anni.
Un aspetto cruciale affrontato dal Piano è la gestione del patrimonio olivicolo italiano, un tesoro di oltre un milione di ettari, spesso segnato da fenomeni di abbandono e dalle minacce poste da fitopatologie emergenti, come la Xylella fastidiosa.
La riqualificazione degli uliveti degradati e la prevenzione e gestione delle malattie rappresentano priorità assolute per preservare la produttività e la qualità dell’olio italiano.
La ripresa delle esportazioni, con un aumento del 43% nel 2024, testimonia la vitalità del settore olivicolo e la sua capacità di competere sui mercati internazionali.
Il Piano Nazionale Olio mira a consolidare questa posizione di leadership, promuovendo la sostenibilità, l’innovazione e la valorizzazione delle specificità territoriali.
Il documento, ora in fase di valutazione e aperto a osservazioni per i successivi 15 giorni, è destinato a essere inviato alla Conferenza Stato-Regioni entro metà febbraio, segnando un passo avanti significativo verso la definizione di una strategia di lungo termine per l’olio d’oliva italiano, simbolo di eccellenza e tradizione.
Il piano non è solo un investimento economico, ma un impegno a salvaguardare un patrimonio culturale e agroalimentare di inestimabile valore per il Paese.







