Il percorso di trasformazione industriale di Prada, con uno sguardo rivolto al 2025 e oltre, si articola attorno a un piano di investimenti strategici di circa 60 milioni di euro, testimonianza di un impegno costante verso l’eccellenza manifatturiera e l’innovazione tecnologica.
Questo piano non si configura semplicemente come un aggiornamento delle infrastrutture esistenti, bensì come un’architettura complessa volta a rafforzare il controllo della filiera, a ottimizzare i processi produttivi e a consolidare il posizionamento del Gruppo come leader indiscusso nel lusso.
L’asse portante di questa visione si concretizza nella creazione di un nuovo polo produttivo a Piancastagnaio, in provincia di Siena.
Questa scelta, lungi dall’essere casuale, riflette una volontà di radicamento nel tessuto territoriale toscano, una regione storicamente legata alla maestria artigianale del cuoio e alla tradizione conciaria.
Il nuovo stabilimento non si concentrerà su una singola tipologia di prodotto, ma ambisce a diventare un centro di competenza per l’innovazione dei materiali e delle tecniche di lavorazione, integrando flussi di lavoro digitalizzati e sostenibili.
Parallelamente, si assiste all’espansione dello stabilimento di Foiano, Arezzo.
Questa operazione mira a incrementare la capacità produttiva e a introdurre tecnologie all’avanguardia per la lavorazione di tessuti pregiati e la realizzazione di accessori complessi.
L’integrazione di sistemi di automazione avanzati, pur preservando la centralità del lavoro umano, permetterà di rispondere con maggiore flessibilità alle mutevoli esigenze del mercato e di garantire standard qualitativi impeccabili.
La presenza storica di Church’s, il marchio inglese di calzature di lusso acquisito dal Gruppo Prada, rappresenta un pilastro fondamentale della sua identità.
L’investimento per il potenziamento dello stabilimento di Northampton non si limita a un aggiornamento tecnologico, ma mira a rafforzare la trasmissione del *savoir-faire* artigianale britannico, con particolare attenzione alla formazione del personale e alla conservazione delle competenze tradizionali.
La creazione di partnership con istituti tecnici locali e la promozione di programmi di apprendistato contribuiranno a garantire la continuità di questa eredità preziosa.
Un capitolo a parte è dedicato alla maglieria, un segmento in rapida crescita per il Gruppo Prada.
La creazione di un nuovo polo produttivo a Gubbio, in Umbria, testimonia l’importanza strategica attribuita a questa categoria di prodotto.
La scelta di Gubbio, un centro storico con una lunga tradizione nella lavorazione a maglia, risponde a una volontà di valorizzazione del patrimonio culturale locale e di integrazione con le competenze artigianali del territorio.
Il polo di Gubbio, dotato di tecnologie innovative per la progettazione e la produzione di capi in maglia di alta qualità, ambisce a diventare un punto di riferimento a livello internazionale per la creatività e l’eccellenza italiana.
In sintesi, il piano industriale di Prada per il 2025 si configura come un progetto ambizioso e articolato, volto a rafforzare la posizione del Gruppo nel segmento del lusso, a promuovere l’innovazione tecnologica e a preservare il patrimonio artigianale italiano e britannico, con un occhio sempre più attento alla sostenibilità ambientale e alla responsabilità sociale.






