Un’analisi diffusa tra le élite economiche di sei nazioni appartenenti al Gruppo dei Ventuomini rivela un diffuso sentimento di preoccupazione riguardo alle conseguenze della presidenza Trump sull’equilibrio economico mondiale e sul benessere della popolazione.
L’indagine, condotta tramite interviste riservate a dirigenti di importanti istituzioni finanziarie, imprenditori di spicco e accademici di prestigio, delinea un quadro di incertezza e disillusione che trascende le mere differenze politiche.
Il nucleo del disappunto non risiede tanto nelle singole politiche attuate, sebbene queste siano state oggetto di critica, quanto piuttosto nella percezione di un approccio complessivo che ha eroso la fiducia e ha introdotto un’elevata dose di imprevedibilità nel panorama internazionale.
L’abbandono di accordi commerciali multilaterali, come il Trans-Pacific Partnership, e l’adozione di tariffe protezionistiche, pur giustificate con l’obiettivo di tutelare l’industria nazionale, sono state interpretate come destabilizzanti, innescando una reazione a catena che ha danneggiato non solo i partner commerciali, ma anche l’economia statunitense stessa.
L’incertezza politica, alimentata da dichiarazioni spesso contraddittorie e da un approccio comunicativo polarizzante, ha contribuito a creare un clima di volatilità sui mercati finanziari, scoraggiando gli investimenti a lungo termine e aumentando il rischio percepito.
Questa instabilità, a sua volta, ha impattato negativamente sulla crescita economica globale, rallentando la creazione di posti di lavoro e limitando le opportunità per le fasce più vulnerabili della popolazione.
I partecipanti all’indagine hanno espresso particolare apprensione per l’erosione del ruolo degli Stati Uniti come leader globale in materia di cooperazione internazionale e rispetto del diritto internazionale.
L’incapacità di trovare soluzioni condivise su questioni cruciali come il cambiamento climatico, la pandemia e la sicurezza cibernetica è stata interpretata come un segnale di declino e una minaccia alla stabilità del sistema internazionale.
La preoccupazione più profonda, tuttavia, risiede nelle conseguenze sociali di questo scenario.
La polarizzazione politica interna, esacerbata da politiche che sembrano favorire una ristretta élite a scapito della classe media e dei lavoratori, ha alimentato il risentimento e la frustrazione, minando la coesione sociale e mettendo a rischio la democrazia stessa.
In sintesi, l’indagine rivela che l’impatto della presidenza Trump non si limita a questioni economiche, ma tocca aspetti fondamentali della stabilità globale, della fiducia intergovernativa e del benessere sociale, sollevando interrogativi profondi sul futuro del mondo e sul ruolo degli Stati Uniti in esso.
Il rischio principale non è tanto la direzione delle singole politiche, ma la creazione di un ambiente di incertezza e di disconnessione che compromette la capacità di affrontare le sfide globali in modo efficace e condiviso.







