La famiglia di Giulia Galiotto, vittima di un femminicidio avvenuto più di 16 anni fa a San Michele dei Mucchietti, è stata colpita da una nuova ingiustizia: nonostante avessero diritto a un risarcimento di 1 milione e 200 mila euro dall’assassino della giovane donna, sono stati costretti a pagare ben 6.000 euro di tasse su quella somma che non hanno mai ricevuto. Questa beffa è giunta dopo una lunga attesa per la sentenza definitiva sul caso, che ha portato solo dolore e frustrazione ai genitori e alla sorella di Giulia. La madre, Giovanna Ferrari, denuncia questa situazione come una vera e propria “violenza economica da parte delle istituzioni”, che aggiunge ulteriore sofferenza a quella già provocata dalla perdita violenta della loro cara. Marco Manzini, il marito assassino di Giulia Galiotto nel febbraio del 2009, ha lasciato un vuoto insormontabile nella vita dei suoi cari, che ora si trovano ad affrontare anche l’ingiustizia fiscale in un contesto già segnato da tragedia e dolore. La mancanza di sensibilità e compassione verso le vittime di crimini così atroci mette in evidenza la necessità di riforme profonde nel sistema giudiziario e fiscale per garantire giustizia e dignità alle famiglie coinvolte in situazioni così drammatiche.
“Femminicidio a San Michele dei Mucchietti: famiglia Galiotto colpita da ingiustizia fiscale”
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