L’Egitto antico conosceva già l’orrore del femminicidio: la figlia di un alto sacerdote scoperta morta nel suo palazzo intorno al 1900 a.C., i corpi delle due giovani mogli di un sovrano appesi ai rami di una palma intorno al 1700 a.C. Eppure, l’attenzione per questo crimine è arrivata tardiva in Italia, dove solo negli anni ’90 si sono sentiti parlare della “femminicidi” come nuovo reato.La nuova legge approvata nel 2019 ha introdotto il delitto di femminicidio con un articolo specifico: il reato che viene commesso contro una donna a causa dell’identità di genere. L’epilogo è spesso tragico, con le donne assassinate da partner o familiari nel 70% dei casi.La ministra alle Pari Opportunità Eugenia Roccella ha lanciato un appello affinché venga approvata presto la nuova legge che introduce il reato di femminicidio, dopo gli ultimi due omicidi di studentesse. Le analisi sulla correlazione tra femminicidio e abuso d’arme dimostrano come l’accesso a questa arma sia un fattore importante per la violenza.
FEMMINICIDIO: L’Egitto antico conosceva già l’orrore, ma in Italia è arrivata tardiva
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