Aggressione a Montecatini: marocchino grave, due albanesi arrestati

Nella quiete notturna di Montecatini Terme, un episodio di violenza ha infranto la tranquillità di Piazza XX Settembre.

Intorno all’una e trenta, un uomo di trentotto anni, cittadino marocchino e privo di residenza stabile, è stato vittima di un aggressione armata che ha portato a un grave ferimento.
L’evento, che ha scosso la comunità locale, si è consumato all’interno di un esercizio pubblico, trasformando un momento di svago in una scena di drammaticità e apprensione.

Secondo le prime indagini, l’accaduto è precipitato in seguito a un’accesa disputa verbale tra la vittima e due uomini, fratelli di origine albanese, rispettivamente trentuno e trentatré anni, anch’essi privi di fissa dimora.

La discussione, i cui motivi restano ancora oggetto di approfondimento da parte delle forze dell’ordine, si è rapidamente intensificata, sfociando in un gesto inqualificabile.
Uno dei due fratelli, in un impeto di rabbia, ha estratto una pistola, armata illegalmente, e ha sparato un colpo che ha colpito alla testa l’uomo di trentotto anni.
La gravità della ferita ha immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi.

La vittima, in condizioni critiche, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale Careggi di Firenze, dove lotta tra la vita e la morte.
La prognosi rimane riservata e le sue condizioni appaiono particolarmente precarie.
I due responsabili, dopo aver inizialmente tentato la fuga, hanno poi optato per una scelta inaspettata: si sono costituiti spontaneamente ai Carabinieri, confessando il loro coinvolgimento nell’aggressione.

La collaborazione offerta ha permesso di recuperare l’arma utilizzata, una pistola detenuta illegalmente, e ha facilitato le indagini in corso.

L’arresto dei due fratelli è avvenuto con l’accusa di tentato omicidio in concorso, un’imputazione che riflette la gravità del gesto e le sue potenziali conseguenze.

Le autorità competenti stanno ora lavorando per ricostruire l’intera dinamica dell’evento, al fine di accertare le motivazioni alla base della violenza e di assicurare alla giustizia i responsabili, garantendo al contempo il diritto alla difesa.
L’episodio solleva interrogativi sulla sicurezza urbana e sulla gestione delle situazioni di conflitto, richiedendo una riflessione approfondita sulle strategie di prevenzione e di intervento.

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