Agopuntura abusiva a Lucca: scoperto studio medico clandestino

A Lucca, un’indagine della Guardia di Finanza ha portato alla luce un caso di esercizio abusivo della professione medica, sollevando interrogativi cruciali sulla sicurezza dei pazienti e sulla regolamentazione delle terapie alternative.
Un appartamento, trasformato in un presunto studio medico, è stato scoperto e sequestrato, rivelando una pratica di agopuntura non autorizzata che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe coinvolto centinaia di persone.
L’uomo, un quarantenne residente a Lucca, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione medica.

Contrariamente a quanto richiesto dalla normativa vigente, l’indagato non risulta iscritto all’albo dei medici, né possiede una laurea in Medicina e Chirurgia.
Le sue presunte qualifiche si basano su corsi frequentati all’estero, una formazione che non gli conferisce l’abilitazione legale per praticare agopuntura in Italia.
L’agopuntura, come sottolineano le Fiamme Gialle, è una pratica che in Italia è riservata esclusivamente a medici laureati e abilitati.
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici chiarisce che l’agopuntura, unitamente alla medicina cinese, rientra in una categoria di interventi che richiedono un’abilità diagnostica complessa, una valutazione prognostica accurata e la capacità di prescrivere terapie basate su una comparazione dei rischi e benefici, includendo anche le alternative offerte dalla medicina occidentale.

Si tratta di un processo decisionale che esula dalle competenze di chi non possiede una formazione medica completa e regolamentata.
Durante il sopralluogo, i finanzieri hanno trovato l’appartamento adattato con sale mediche rudimentali, pazienti in attesa di trattamento e materiale medico, tra cui aghi, depositati in contenitori improvvisati e privi di qualsiasi controllo di sterilizzazione, una grave violazione delle norme igieniche e sanitarie che mette a rischio la salute dei pazienti.
Il materiale è stato sequestrato per evitare ulteriori utilizzi impropri.
L’indagine è stata avviata a seguito di segnalazioni riguardanti presunti “miracoli” attribuiti all’uomo, alimentando la curiosità e la fiducia di alcuni pazienti.

Ora, le autorità proseguono le indagini per ricostruire la rete di relazioni e la clientela dell’indagato, quantificando il profitto illecito derivante dall’attività e accertando eventuali complicità.
Il caso solleva una questione più ampia riguardante la proliferazione di terapie alternative non regolamentate e l’importanza di garantire che i pazienti siano tutelati da pratiche non qualificate e potenzialmente dannose, sottolineando la necessità di una maggiore sensibilizzazione e di controlli più stringenti per proteggere la salute pubblica.

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