Arezzo sotto la neve: Vigili del Fuoco al lavoro tra Casentino e Valtiberina.

L’ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Arezzo, caratterizzata da precipitazioni nevose intense e prolungate, ha messo a dura prova le risorse e la professionalità dei vigili del fuoco aretini.

Lungi dall’essere una semplice emergenza, l’evento si è rivelato un complesso scenario di interventi, che hanno richiesto un’azione coordinata e una capacità di adattamento rapida per affrontare le diverse criticità emerse.

Le richieste di soccorso, concentrate principalmente nel corso del pomeriggio, hanno visto le squadre intervenire in numerosi casi di veicoli fuori strada, intrappolati nella neve o a rischio di ulteriori ribaltamenti.
L’impegno è stato notevole, con circa 25 interventi complessivi, che hanno riguardato non solo il recupero di autovetture, ma anche la rimozione di alberi pericolanti, minacciati dal peso del manto nevoso e dal vento.

Le aree maggiormente colpite si sono rivelate essere il Casentino, con la sua intricata rete stradale compresa tra la regionale 70 della Consuma e la 71 Casentinese, e la Valtiberina, un territorio montuoso e spesso esposto a fenomeni meteorologici avversi, come quello che ha interessato le zone di Caprese Michelangelo e Sansepolcro.
Proprio quest’ultima area ha rappresentato il fulcro della situazione di maggiore difficoltà, con un numero considerevole di veicoli – circa venti – rimasti bloccati nei pressi di alcune strutture ricettive lungo la strada montanara.
La presenza di ristoranti, paradossalmente, ha attratto un flusso di persone che si è trovato poi impreparato ad affrontare le difficoltà imposte dall’emergenza neve.

La collaborazione tra i vigili del fuoco e i mezzi comunali di Sansepolcro si è rivelata cruciale per il contenimento della situazione.
L’impiego congiunto di uomini e mezzi, con l’utilizzo di spazzaneve per liberare la carreggiata e di attrezzature specializzate per il recupero dei veicoli, ha permesso di ripristinare la viabilità e, soprattutto, di consentire a circa cinquanta persone, altrimenti isolate, di fare ritorno in sicurezza presso le proprie abitazioni.

L’evento sottolinea l’importanza della pianificazione preventiva, della preparazione del territorio e della capacità di coordinamento tra le diverse realtà coinvolte in situazioni di emergenza, evidenziando anche la fragilità di alcune infrastrutture e la vulnerabilità delle comunità montane di fronte a eventi meteorologici estremi.

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