Cannabis Light, Orrore: Giovane Muore, Indagine su Sostanze Sintetiche

La tragica morte di un giovane milanese, avvenuta in circostanze drammatiche nella notte tra il 28 e il 29 novembre, ha innescato un’allarme nazionale e sollevato interrogativi urgenti sulla sicurezza dei prodotti derivati dalla cannabis, in particolare quelli commercializzati come “cannabis light”.

L’evento, tragicamente culminato con il lancio dal secondo piano di un bed e breakfast, è collegato alla scoperta della presenza di Mdmb-pinaca, un cannabinoide sintetico estremamente potente, in un campione di prodotto rinvenuto nella stanza e in un lotto venduto in un negozio fiorentino.
L’inchiesta, condotta dalla Polizia sotto la direzione del procuratore Giovanni Tarzia, ha rivelato che il giovane, insieme al fratello, aveva acquistato in Toscana un prodotto convinti di acquisire cannabis legale, a basso contenuto di THC, ma contaminato da Mdmb-pinaca.

La sostanza è stata identificata come la causa probabile delle allucinazioni che hanno preceduto il fatale gesto.
Parallelamente, le autorità fiorentine hanno avviato un’indagine per spaccio, concentrando l’attenzione sul titolare del negozio, sospettato di commercializzare il lotto incriminato.
La vicenda ha catalizzato l’attenzione del Sistema nazionale di allerta rapida per le droghe, che ha emesso un avviso ufficiale descrivendo la pericolosità di Mdmb-pinaca.
Questo cannabinoide, derivato da sintesi chimica, possiede una potenza significativamente superiore al THC, il principio attivo naturale della cannabis, e si caratterizza per effetti imprevedibili e potenzialmente letali.
Tra questi, si annoverano marcate alterazioni percettive, disorientamento, vomito, perdita di coscienza e un profondo stato di sedazione, con il rischio concreto di arresto cardiaco e insufficienza respiratoria.

Segnalazioni di intossicazioni gravi e decessi correlati a questa sostanza sono già emerse in diversi paesi europei, evidenziando una problematica di crescente rilevanza.
Le indagini hanno inoltre ricostruito che il titolare del negozio fiorentino, nel tentativo di spiegare l’origine del prodotto, ha dichiarato di averlo acquisito legalmente, tramite regolare fattura, in una fiera internazionale a Praga nei mesi precedenti.

Questa circostanza apre ulteriori piste investigative, focalizzandosi sulle dinamiche del mercato illegale di cannabinoidi sintetici e sulle vie di approvvigionamento di queste sostanze pericolose.
La tragica vicenda sottolinea l’urgenza di rafforzare i controlli sulla filiera dei prodotti derivati dalla cannabis, spesso commercializzati con etichette fuorvianti che nascondono la presenza di cannabinoidi sintetici.
È fondamentale garantire una maggiore trasparenza e tracciabilità, per proteggere i consumatori e prevenire ulteriori tragedie.

La complessità del quadro normativo e la facilità con cui queste sostanze possono essere importate e distribuite richiedono un’azione coordinata a livello nazionale ed europeo, coinvolgendo forze dell’ordine, autorità sanitarie e operatori del settore.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap