Un’indagine del Nucleo Anti Frodi del Carabinieri (NAS) di Firenze ha portato alla denuncia di dieci medici specializzandi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, accusati di aver alterato il corretto funzionamento del sistema di prenotazioni di esami diagnostici durante i mesi di luglio e agosto 2023.
L’accusa verte su una manipolazione delle liste d’attesa, volta a ridurre il carico lavorativo durante il periodo estivo, con conseguenze dirette sulla capacità di accesso ai servizi sanitari per la popolazione.
Secondo le ricostruzioni del NAS, i medici avrebbero sistematicamente inserito più prenotazioni a nome dello stesso paziente, spesso ignaro, per una stessa prestazione o per specialità diverse.
Questo comportamento ha innescato un effetto domino, saturando le agende e bloccando la possibilità per altri utenti di accedere alle visite e agli esami necessari.
L’effetto è stato quello di un’infrastruttura sanitaria “ingorgata”, con pazienti costretti a rimandare i propri accertamenti diagnostici, potenzialmente mettendo a rischio la tempestività delle cure.
L’indagine, scaturita da controlli mirati sulle dinamiche delle liste di attesa, ha rivelato un modello di comportamento specifico: la manipolazione era particolarmente intensa nelle prime ore del mattino, suggerendo un tentativo di “liberare” slot orari per un carico di lavoro ridotto.
La collaborazione piena e trasparente fornita dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi ha permesso al NAS di ricostruire l’andamento delle prenotazioni attraverso l’analisi dei dati registrati nell’applicativo gestionale Cup 2.0.
Questa piattaforma, cruciale per la gestione centralizzata delle prenotazioni sanitarie, è stata sfruttata in modo improprio per fini personali, evidenziando una falla nel sistema di controllo e monitoraggio.
L’atto, oltre a configurare una violazione del dovere professionale e un danno all’erario, solleva interrogativi sulla corretta gestione delle risorse sanitarie e sulla necessità di rafforzare i meccanismi di controllo per prevenire abusi e distorsioni.
La vicenda, attualmente in fase di udienza predibattimentale fissata per il 19 febbraio 2027, pone l’attenzione sulla responsabilità individuale e collettiva nella tutela del diritto alla salute, un principio costituzionale che richiede un accesso equo ed efficiente ai servizi sanitari.
La vicenda sottolinea la fragilità del sistema di prenotazioni, facilmente manipolabile se non adeguatamente protetto da misure di sicurezza e controlli trasparenti, e la necessità di implementare protocolli più rigorosi per garantire l’integrità del servizio pubblico.

