Firenze, arrestato un referente di Hamas: inchiesta sui flussi finanziari.

L’inchiesta sui flussi finanziari diretti ad Hamas, un’organizzazione terroristica riconosciuta a livello internazionale, ha portato a un significativo arresto a Firenze, nel cuore dell’Oltrarno.

Le attività investigative, condotte congiuntamente dai comandi provinciali delle Guardie di Finanza (Gico) e della Polizia di Stato, hanno portato all’identificazione e all’arresto di Raed Al Sahalat, figura chiave all’interno della complessa struttura operativa di Hamas.
L’individuo, residente in un ex convento di via del Campuccio, è sospettato di far parte del comparto estero dell’organizzazione, svolgendo un ruolo di collegamento tra risorse finanziarie e infrastrutture operative.

L’importanza strategica di Al Sahalat emerge dal suo coinvolgimento nella European Palestinians Conference, un’organizzazione che, secondo gli inquirenti, funge da veicolo per attività di finanziamento e propaganda a sostegno di Hamas.
La sua posizione all’interno del consiglio di amministrazione, in stretta collaborazione con Majed Al Zeer, suggerisce un ruolo di responsabilità nella gestione delle risorse e nella pianificazione delle operazioni.

Le indagini hanno rivelato che Al Sahalat, in collaborazione con una rete di affiliati operanti in diverse città italiane, è legato alla Associazione Benefica di Solidarietà col Popolo palestinese, con sede a Genova.

Questa associazione, formalmente impegnata in attività di assistenza umanitaria, è sospettata di essere un canale di finanziamento indiretto per Hamas, sfruttando la sua reputazione di ente di beneficenza per mascherare il trasferimento di fondi destinati ad attività terroristiche.

La sua funzione di referente per Firenze e la Toscana indica un ruolo di coordinamento e supervisione delle attività operative nella regione.

Parallelamente all’arresto di Al Sahalat, la polizia ha provveduto all’arresto di altri individui sospettati di far parte della stessa rete, tra cui Mohamed Hannoun, Abou Falastine, Jaber Albustanji e Riyad Abdelrahim.

Le intercettazioni telefoniche e digitali hanno documentato espressioni di approvazione e celebrazione per gli attentati terroristici perpetrati da Hamas, evidenziando un’adesione ideologica e un supporto attivo alle azioni dell’organizzazione.

Gli inquirenti sottolineano che queste manifestazioni di entusiasmo per gli atti terroristici costituiscono una prova significativa dell’appartenenza soggettiva degli arrestati all’organizzazione terroristica e della loro condivisione delle metodologie violente utilizzate da Hamas.
L’inchiesta, attualmente in corso, mira a ricostruire completamente la rete di finanziamento e a identificare tutti i soggetti coinvolti nel sostegno all’organizzazione terroristica, con l’obiettivo di interrompere i flussi di denaro e smantellare la sua capacità operativa in Italia.

L’arresto di Al Sahalat e dei suoi complici rappresenta un passo importante in questa direzione, dimostrando l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta al terrorismo e nella tutela della sicurezza nazionale.

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