Il grido “Yankee go home”, risuonando sulle armonie malinconiche che ricordano gli Intillimani, ha segnato la recente conclusione di una vibrante mobilitazione a Firenze.
La protesta, concentrata di fronte al Consolato degli Stati Uniti, ha espresso una profonda opposizione all’ingerenza statunitense in Venezuela, percepita come un’aggressione destabilizzante nei confronti di un governo legittimo e delle sue istituzioni.
L’iniziativa, nata da una rete transnazionale di comunità latinoamericane provenienti da Perù, Cuba, Bolivia, Cile, Messico e Colombia – paesi storicamente sensibili alle dinamiche di potere regionale e al ruolo degli Stati Uniti – ha rapidamente allargato il proprio raggio d’azione.
A unirsi alla protesta sono stati centri sociali autogestiti, collettivi di giovani palestinesi, riflettendo una convergenza di lotte globali contro l’imperialismo e l’oppressione, e il gruppo “Statunitensi contro la guerra”, testimoniando una voce interna di dissenso.
Il corteo, partendo da Piazza Ognissanti e dirigendosi verso il Consolato, ha sfilato sotto un enorme striscione che incarna la richiesta principale: “Contro l’imperialismo, giù le mani dal Venezuela”.
Gli interventi al microfono hanno amplificato la richiesta di liberazione del presidente Nicolás Maduro e della sua famiglia, interpretata come una condizione necessaria per ristabilire la sovranità venezuelana e porre fine a una presunta interferenza destabilizzante.
La manifestazione si è distinte per una forte simbologia: bandiere venezuelane e palestinesi sventolavano fianco a fianco, a sottolineare una solidarietà transnazionale che abbraccia diverse cause di liberazione.
La presenza di numerose realtà politiche e associazioni della sinistra italiana ha ulteriormente amplificato la portata dell’evento, testimoniando un ampio consenso contro le politiche statunitensi in Venezuela.
La mobilitazione si è svolta in un’atmosfera pacifica e priva di tensioni, sottolineando la natura prevalentemente civile e democratica della protesta.
Parallelamente, a Viareggio (Lucca), il Forum della pace Versilia ha promosso un presidio in Piazza Mazzini, a ulteriore riprova di una crescente preoccupazione per le dinamiche geopolitiche in atto e per le implicazioni che esse comportano per la stabilità regionale e internazionale.
Queste iniziative si inseriscono in un contesto più ampio di contestazione globale contro le politiche estere statunitensi, che spesso vengono percepite come interventi unilaterali e destabilizzanti in aree cruciali del mondo.






