venerdì 29 Agosto 2025
23.8 C
Firenze

Gallicano: Scavi Svelano un Medioevo Inatteso

Le recenti indagini archeologiche a Gallicano (Lucca), condotte congiuntamente dall’Università di Pisa e dalla Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara nell’ambito del Gallicano Project, hanno rivelato un complesso quadro storico-religioso e demografico cruciale per la comprensione della Toscana medievale.

Lo scavo, diretto da Antonio Fornaciari e Marta Colombo, ha non solo chiarito l’evoluzione strutturale di un importante centro religioso, ma ha anche offerto un’opportunità unica per ricostruire la vita e le condizioni sanitarie della popolazione della Garfagnana tra l’alto e il basso medioevo.
La Pieve di Gallicano, fulcro di un’ampia diocesi che gravava su 23 enti religiosi nell’area apuana della Val di Serchio, si è rivelata ben più complessa di quanto inizialmente ipotizzato.

Lo scavo precedente aveva già portato alla luce l’imponente struttura romanica, abbandonata nel XIV secolo, caratterizzata da una pianta triabsidale e un’architettura maestosa con colonne e navate.
Le nuove indagini, tuttavia, hanno svelato una stratificazione temporale significativa: la pieve romanica si ergeva, infatti, sui resti di una struttura precedente, più modesta e databile a un periodo antecedente, presumibilmente tra l’VIII e il X secolo.

Questa preesistente chiesa, lunga circa 15 metri, presentava una configurazione a due navate absidate, la quale suggerisce un diverso approccio all’architettura sacra e al culto.
In particolare, la navata meridionale si pone come elemento chiave: l’analisi dei livelli di distruzione indica che questa area era dedicata alla funzione battesimale, un dettaglio di notevole importanza per comprendere l’evoluzione delle pratiche religiose e delle modalità di celebrazione dei sacramenti nel periodo in questione.

La scoperta di frammenti di oggetti liturgici in vetro e di intonaci dipinti, seppur parziali, suggerisce un’importante attività artistica e decorativa associata a questa prima fase di costruzione.

Oltre all’evoluzione architettonica, gli scavi hanno restituito un’ampia area cimiteriale annessa alla Pieve, ricca di resti scheletrici che costituiscono una preziosa fonte di informazioni antropologiche e demografiche.

L’analisi del DNA e delle ossa consentirà di ricostruire la dieta, le malattie e le abitudini di vita della popolazione locale nel corso dei secoli, fornendo una fotografia dettagliata della storia sanitaria e demografica della Garfagnana.

Questa prospettiva offre la possibilità di comprendere meglio le dinamiche di insediamento, le migrazioni e le condizioni socio-economiche che hanno caratterizzato la Valle del Serchio in un periodo cruciale della sua storia, contribuendo in maniera significativa alla ricostruzione degli assetti insediativi e delle relazioni sociali nel medioevo.

L’approccio multidisciplinare adottato, che unisce archeologia, antropologia, genetica e storia dell’arte, promette di offrire una narrazione più ricca e complessa del passato di questa regione.

Author:

- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -