La commissione parlamentare d’inchiesta sulla tragica scomparsa di David Rossi, ex responsabile della comunicazione di Banca Mps, si trova a fronteggiare una crescente escalation di intimidazioni, che suggeriscono una rete di interessi oscuri e una volontà di ostacolare l’accertamento della verità.
Gianluca Vinci, presidente della commissione, ha annunciato l’avvio di nuove indagini, motivato dalla gravità delle minacce rivolte a Catia Silva, capo-segreteria della commissione stessa, e dalla complessità del quadro che emerge.
Le minacce, inizialmente volte a deviare le indagini sulla direzione del suicidio, si sono intensificate drammaticamente in seguito alla pubblicazione della perizia che propende per un omicidio.
Queste intimidazioni non si limitano a comunicazioni verbali: la signora Silva ha subito un episodio di pedinamento particolarmente inquietante.
Un individuo, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ha attentamente perlustrato l’abitazione, verificando punti di accesso e controllando la sicurezza, per poi culminare con una minaccia diretta e brutale: “Morirai”.
L’escalation di questi eventi ha spinto la commissione ad adottare misure investigative più incisive.
Al di là delle tradizionali analisi telefoniche, si sta valutando l’acquisizione di dati relativi alle celle telefoniche attive nella zona, nonché l’analisi delle riprese delle telecamere di sorveglianza poste sulle principali arterie stradali che collegano Brescello, la città di residenza di Catia Silva, con i principali nodi autostradali circostanti.
L’obiettivo è ricostruire gli spostamenti e identificare potenziali responsabili.
“Stiamo esplorando diverse ipotesi”, ha dichiarato Vinci, “e la natura di queste minacce ci indica possibili scenari.
Potremmo trovarci di fronte a un elemento coinvolto direttamente nell’omicidio, oppure a una persona presente in quella stanza fatidica della sera del 6 marzo 2013, oppure, ancora, a un soggetto con un interesse primario nel bloccare l’inchiesta e nel preservare segreti che potrebbero compromettere personalità di rilievo.
“L’intensificarsi delle intimidazioni non solo solleva seri interrogativi sulla sicurezza dei membri della commissione, ma sottolinea anche la potenziale presenza di una pressione esterna volta a condizionare gli esiti dell’indagine.
La commissione si impegna a perseguire la verità con determinazione, superando ogni tentativo di intimidazione e garantendo il diritto dei cittadini a conoscere la verità sulla morte di David Rossi.
La ricerca della verità è un dovere imprescindibile, soprattutto in casi che coinvolgono dinamiche finanziarie complesse e responsabilità istituzionali.







