Sull’isola d’Elsa, precisamente tra Sant’Andrea e Procchio, si è compiuto un evento di eccezionale rilevanza per la conservazione della biodiversità marina: la schiusa di 173 giovani tartarughe marine *Caretta caretta*.
Un risultato che Legambiente Arcipelago Toscano definisce un successo riproduttivo straordinario, attestato da un tasso di incidenza del 94%, frutto dell’impegno costante e della competenza del team di *tartawatcher*, un gruppo di professionisti e volontari dedicati alla salvaguardia di questa specie vulnerabile.
La squadra, coordinata da Cecilia Mancusi (ARPAT) e Marco Zuffi (Università di Pisa), affiancata da Isa Tonso, Lisa Ardita, Umberto Mazzantini ed Enrico Michelon di Legambiente, ha affrontato l’operazione di apertura dei nidi, anche in condizioni meteorologiche avverse, il 23 settembre.
L’evento ha offerto un’occasione unica per osservare da vicino le dinamiche complesse della vita delle tartarughe marine, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
Le nidificazioni di Sant’Andrea e Procchio si distinguono come le più riuscite dell’estate 2023 in tutta la Toscana.
A Sant’Andrea, una deposizione di 96 uova ha generato 90 tartarughine, con un piccolo numero di uova non schiuse, una “pipped” (tartarughina rimasta intrappolata nell’uovo) e un decesso.
A Procchio, su 89 uova, 84 hanno dato vita a nuove vite marine, con 5 mancati.
Queste discrepanze, apparentemente minori, costituiscono dati preziosi per la ricerca scientifica, che mira a comprendere i fattori ambientali e biologici che influenzano il successo riproduttivo delle tartarughe marine.
Il successo dell’iniziativa sull’Elba si inserisce in un quadro più ampio di progressi nella conservazione delle tartarughe marine in Toscana.
A Forte dei Marmi (Lucca), un’area protetta che in passato ha visto fallire ogni tentativo di schiusa, si è registrato un evento storico.
Chiara Giannelli, responsabile del progetto tartarughe marine, ha assistito alla nascita della prima tartarughina, evento che ha immediatamente mobilitato il WWF Massa Carrara e un gruppo di volontari.
La nascita di 27 piccoli esemplari, seguita da un’ulteriore nascita intorno alle 6, testimonia un rinnovato ottimismo per il futuro di questa specie nel litorale lucchese.
La presenza di un secondo nido nella colonia di Casalmaggiore alimenta la speranza di ulteriori schiuse nelle prossime settimane.
L’impegno costante di questi team di esperti, il monitoraggio accurato dei nidi e la sensibilizzazione del pubblico sono elementi cruciali per garantire la sopravvivenza delle tartarughe marine.
La loro storia ci ricorda l’importanza di un approccio multidisciplinare alla conservazione ambientale, che combini ricerca scientifica, azione pratica e coinvolgimento della comunità.
Ogni tartarughina che raggiunge il mare rappresenta un piccolo, ma significativo, passo verso la tutela del nostro patrimonio naturale.

