Riapre la sinagoga di Viareggio: un simbolo di resilienza e memoria.

La comunità ebraica di Viareggio si appresta a celebrare una pietra miliare significativa: la riapertura della sua sinagoga, situata in via Oleandri.
Un evento che va ben oltre la semplice restaurazione di una struttura architettonica, configurandosi come un potente atto di continuità culturale e identitaria per una comunità storica, pur essendo oggi composta da una trentina di membri.
L’edificio, gravemente compromesso da infiltrazioni idriche, ha beneficiato di un intervento di riqualificazione profonda, il cui costo di circa 50.000 euro è stato sostenuto da un ampio partenariato.
Il Comune di Viareggio, la Fondazione Banca del Monte di Lucca e, con una generosa donazione, Sua Altezza Reale il principe Emanuele Filiberto di Savoia, hanno contribuito a restituire alla città una testimonianza preziosa del suo patrimonio.
I lavori hanno interessato il tetto, la facciata, gli interni, porte e finestre, riportando la sinagoga a una condizione di agibilità e bellezza originaria.
L’iniziativa assume un significato particolarmente rilevante nel contesto attuale, segnato da un’ondata di antisemitismo che ha recentemente manifestato la sua brutalità con l’attentato di Sydney durante le celebrazioni di Hanukkah.
Un evento tragico che ha trasformato una festa pubblica in un campo di sterminio, evidenziando la persistenza e la virulenza dell’odio razziale.

Il principe Emanuele Filiberto, commentando l’evento, sottolinea come la riapertura della sinagoga diventi un simbolo di resilienza e di rifiuto della violenza.

Non si tratta semplicemente di restaurare un luogo di culto, ma di affermare un principio fondamentale: la dignità e il diritto di ogni comunità di esprimere la propria identità e le proprie tradizioni senza timore.

È un atto di coraggio che riconosce la fragilità della memoria e la necessità di vigilare costantemente contro ogni forma di intolleranza.
La sinagoga di Viareggio, ora rinata, rappresenta quindi un punto di riferimento non solo per la comunità ebraica locale, ma per l’intera città e per chiunque creda nella possibilità di costruire un futuro basato sul rispetto reciproco, la comprensione e la convivenza pacifica.

Un luogo dove coltivare la memoria, celebrare la cultura e rafforzare i legami che uniscono le persone, al di là delle differenze.

Un faro di speranza che illumina il cammino verso un mondo più giusto e inclusivo.

L’apertura sarà seguita da eventi e celebrazioni per accogliere la comunità e i visitatori.

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