Un’operazione ad ampio respiro, orchestrata dalla Guardia di Finanza lucchese, ha svelato una sofisticata e ramificata frode legata agli incentivi edilizi, con un impatto finanziario che supera i dieci milioni di euro.
L’indagine, avviata a seguito di lamentele provenienti da acquirenti di immobili rurali, prevalentemente di nazionalità sudamericana, ha messo a scoperto un sistema fraudolento che mirava a sottrarre risorse pubbliche attraverso la manipolazione di agevolazioni fiscali come il Superbonus 110% e il Sismabonus.
L’architettura della truffa si basava sulla promessa di ristrutturazioni e riqualificazioni edilizie gratuite, un’esca irresistibile per coloro che aspiravano a restaurare proprietà in aree rurali.
Dietro questa facciata di generosità si celava una rete di connivenze tra imprenditori edili, professionisti (ingegneri, architetti, consulenti fiscali) e un intermediario chiave di origine sudamericana.
Quest’ultimo, ricoprendo il ruolo di procuratore speciale degli acquirenti, gestiva i crediti d’imposta derivanti dalle presunte ristrutturazioni, dirottandoli verso operazioni illecite e rendendoli disponibili agli altri soggetti coinvolti.
La metodologia fraudolenta era caratterizzata da un’abile combinazione di falsificazione documentale e abuso di posizioni fittizie.
I professionisti, complici o inconsapevoli, rilasciavano certificazioni false attestanti lavori inesistenti o eseguiti in modo non conforme ai requisiti per l’ottenimento delle agevolazioni.
Questo meccanismo, supportato da una complessa contabilità alterata, permetteva di generare crediti d’imposta fittizi, rapidamente monetizzati tramite cessione a terzi, alimentando un ciclo di attività illecite.
L’operazione, protrattasi dal 2021 al 2025, ha rivelato non solo la sofisticatezza del piano, ma anche la sua capacità di espandersi geograficamente.
Le perquisizioni e i sequestri, simultanei e diffusi in diverse regioni italiane (Toscana, Veneto, Lazio, Campania), hanno interessato le sedi legali e operative delle società coinvolte, evidenziando la natura transnazionale dell’organizzazione criminale.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Lucca, non si limita a perseguire i singoli individui, ma mira a disarticolare l’intera rete, ricostruendo le relazioni finanziarie e identificando i beneficiari occulti del sistema fraudolento.
L’obiettivo è recuperare le risorse pubbliche sottratte e prevenire future truffe, rafforzando i controlli e promuovendo una maggiore trasparenza nell’accesso agli incentivi edilizi.
La complessità del caso suggerisce l’esistenza di ulteriori livelli di coinvolgimento e la necessità di un’indagine approfondita per accertare le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti e il reale impatto economico della frode.







