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Virus del Nilo Occidentale: Primo Caso Autoctono in Toscana, Allarme e Misure

La rilevazione del primo caso di infezione da Virus del Nilo Occidentale (WNV) di origine autoctona in Toscana rappresenta un campanello d’allarme che richiede un’analisi approfondita e risposte coordinate.

Il caso, localizzato nel comune di Cortona, provincia di Arezzo, coinvolge un individuo che ha presentato sintomatologia febbrile, astenia e manifestazioni cutanee circa dieci giorni fa.
La tempestività nella diagnosi, grazie all’acume del medico curante e alla segnalazione alla competente Unità di Igiene Pubblica e Nutrizione, ha permesso una rapida conferma diagnostica presso la UOC Malattie Infettive dell’Ospedale San Donato di Arezzo, in collaborazione con esperti del laboratorio di sierologia e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.
L’assenza di anamnesi positiva per viaggi o spostamenti recenti consolida la classificazione del caso come autoctono, indicando una trasmissione locale del virus.

Questo evento sottolinea la persistenza e l’adattamento del WNV nel bacino del Mediterraneo, un virus trasmesso principalmente da zanzare del genere *Culex*, che agiscono come vettori.
Il virus, originario dell’Africa sub-sahariana, si è diffuso a livello globale, raggiungendo l’Europa attraverso le rotte migratorie degli uccelli selvatici, che fungono da serbatoi naturali del virus.

L’infezione nei cavalli, anch’essi ospiti sensibili, contribuisce all’amplificazione virale nel ciclo trasmissivo.

In risposta a questa situazione, la ASL Toscana Sud Est ha implementato un piano di gestione integrato, focalizzato sulla prevenzione e sul controllo delle zanzare.

Le strategie previste includono interventi mirati sull’eliminazione dei siti di riproduzione larvale, con particolare attenzione a contesti difficilmente accessibili come tombini e sistemi fognari.

L’impiego di trattamenti larvicidi, specifici per eliminare le forme larvali delle zanzare, è prioritario.
La decisione di non ricorrere a trattamenti adulticidi, che mirano a eliminare le zanzare adulte, è motivata dalla natura isolata del caso e dalla prevalenza di aree rurali e scarsamente urbanizzate, dove l’impatto ambientale di tali interventi sarebbe sproporzionato rispetto ai benefici attesi.

Parallelamente, è stata intensificata la sorveglianza veterinaria sulla popolazione equina, cruciale per monitorare l’eventuale diffusione del virus tra i cavalli e per individuare precocemente eventuali casi asintomatici.

Un elemento fondamentale del sistema di sorveglianza è il monitoraggio dell’avifauna selvatica, che rappresenta un indicatore sensibile della circolazione virale e fornisce informazioni preziose sull’andamento epidemiologico.
La partecipazione attiva della popolazione si rivela un fattore determinante per il successo delle misure di controllo.
La ASL Toscana Sud Est raccomanda l’adozione di semplici azioni quotidiane per ridurre la proliferazione delle zanzare, come eliminare ristagni d’acqua in contenitori esterni (vasi, pneumatici, grondaie), utilizzare zanzariere e repellenti, e segnalare alla sanità pubblica la presenza di aree con elevata concentrazione di zanzare.
La consapevolezza e l’impegno collettivo rappresentano la più efficace barriera contro la diffusione del virus e la salvaguardia della salute pubblica.

La situazione richiede una vigilanza costante e un approccio multidisciplinare che coinvolga sanità umana, veterinaria e ambiente.

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