25 Anni di Paesaggio: Firenze Rilancia il Futuro del Territorio

Il venticinquesimo anniversario della Convenzione europea del paesaggio si celebra a Firenze, a Villa La Petraia, non come una mera ricorrenza amministrativa, ma come un’occasione per riaccendere il dibattito cruciale sul futuro del nostro territorio.

Un futuro che, come sottolinea il Ministro della Cultura, non può prescindere da una visione dinamica, capace di integrare le sfide imposte dalla modernità – dalla transizione energetica alla necessità imperativa di adattamento al cambiamento climatico – senza, tuttavia, erodere l’identità che ci contraddistingue.

La Convenzione, siglata nel 2000 proprio a Firenze e ratificata da 41 Stati membri del Consiglio d’Europa, ha rappresentato una pietra miliare nella consapevolezza europea: il paesaggio non è un semplice sfondo, una cornice pittoresca, ma un elemento costitutivo dell’identità collettiva, un patrimonio immateriale che alimenta la qualità della vita e definisce il nostro senso di appartenenza.
Non si tratta quindi di preservare il paesaggio come un reperto museale, statico e immutabile, ma di gestirlo attivamente, interpretandolo con sensibilità e anticipando le sue evoluzioni.

L’auspicio che emerge dalla conferenza non è la produzione di un mero documento burocratico, ma la formulazione di una “promessa”, un impegno condiviso per promuovere un nuovo sguardo.

Uno sguardo che sappia cogliere l’armonia intrinseca tra l’azione umana e l’ambiente naturale, tra la memoria delle nostre radici e le aspirazioni verso il futuro.

Un approccio che non confini nella mera conservazione estetica, ma che abbracci la trasformazione consapevole, favorendo un modello di sviluppo sostenibile che coniughi crescita economica, equità sociale e tutela ambientale.

Bjorn Berge, vicesegretario generale del Consiglio d’Europa, pone l’accento sull’aspetto imprescindibile della vivibilità.

Il paesaggio non è solamente una questione ambientale – sebbene questa dimensione sia cruciale – ma anche, e soprattutto, culturale.
La sua gestione responsabile, finalizzata a garantire la sostenibilità per le generazioni future, è strettamente legata al riconoscimento dei diritti umani fondamentali, tra cui il diritto a un ambiente pulito e salubre.

Le crisi ambientali in atto e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico rappresentano minacce concrete al nostro futuro.
La pianificazione del paesaggio, pertanto, non può essere rimandata, ma deve diventare un’urgenza prioritaria, un atto di responsabilità verso le generazioni presenti e future.

Non si tratta di frenare il progresso, ma di indirizzarlo verso soluzioni innovative e sostenibili, capaci di conciliare le esigenze umane con i limiti del pianeta.

La bellezza, la sostenibilità e il paesaggio non sono concetti isolati, ma elementi interconnessi che definiscono il nostro patrimonio spirituale e la nostra fiamma culturale.

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