La comunità accademica e culturale italiana piange la scomparsa di Francesco Gurrieri, figura di spicco nel panorama dell’architettura, del restauro e della conservazione del patrimonio culturale.
Architetto di formazione e profondo intellettuale, Gurrieri, nato a Bengasi, Libia, e mancato all’età di 88 anni, ha lasciato un’eredità intellettuale e professionale di inestimabile valore.
La sua carriera, costellata di successi e di un impegno costante, ha segnato un’epoca nel dibattito sulla salvaguardia del nostro inestimabile retaggio culturale.
Già nel 1973, Gurrieri si distinse per aver posto l’attenzione sulla necessità di un approccio integrato che includesse il paesaggio e il territorio nel processo di restauro, anticipando una sensibilità che sarebbe poi diventata centrale nel pensiero conservativo.
La sua visione ha contribuito a ridefinire il ruolo dell’architetto, non più solo come progettista, ma come custode e interprete del passato.
La sua attività accademica si è concretizzata in una cattedra di professore ordinario di restauro dei monumenti all’Università di Firenze, dove ha formato generazioni di professionisti, e nella prestigiosa presidenza della facoltà di Architettura (1995-2000).
Il suo impegno si è esteso all’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, che ha diretto, e alla fondazione del Centro di Ateneo per i beni culturali, testimoniando la sua volontà di creare un polo di eccellenza nella ricerca e nella didattica.
L’appartenenza all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ha confermato il suo riconoscimento nel panorama artistico e culturale fiorentino.
L’esperienza come esperto Icomos (International Council on Monuments and Sites) ha visto Gurrieri impegnato attivamente nel riconoscimento del centro storico di Firenze come “bene universale” UNESCO, un risultato fondamentale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico e storico cittadino.
La sua presenza come rappresentante del Mibac presso il Consiglio d’Europa e nella sezione NATO dedicata ai beni culturali ha ampliato il suo raggio d’azione a livello internazionale, promuovendo la tutela del patrimonio culturale a livello globale.
La sua influenza si è estesa a numerosi enti e istituzioni, tra cui UNESCO-Italia, l’Istituto nazionale di urbanistica, gli Georgofili, il Centro di ricerca sulle cause di deperimento delle opere d’arte e la Società italiana di museologia.
L’incarico di consulente per il Piano Regolatore del Comune di Firenze dimostra la sua capacità di coniugare la competenza specialistica con l’impegno civile.
La città di Firenze, riconoscente per il suo contributo, gli aveva dedicato una celebrazione ufficiale a Palazzo Medici Riccardi, prevista per l’aprile 2025.
Una circostanza resa ancora più amara dalla recente perdita del figlio Federico, anch’egli architetto, e dal lutto precedente per la scomparsa di Pietro, in Sud America.
La perdita di Francesco Gurrieri lascia un vuoto incolmabile nel mondo dell’architettura e della cultura, ma il suo pensiero e il suo esempio continueranno a ispirare le generazioni future di custodi del nostro patrimonio.








