lunedì 1 Settembre 2025
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Oriana Fallaci: Il Quaderno Inedito e la Lettera a un Figlio Mai Nato

Un Viaggio Nell’Anima di Oriana: “Lettera a un Bambino Mai Nato” e il Quaderno IneditoA cinquant’anni dalla sua pubblicazione, “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci riemerge, non come un mero classico letterario, ma come una finestra aperta sull’intimo tormento di una donna e sulla complessa evoluzione del pensiero femminile.

Rizzoli ripropone l’opera, fedele all’edizione originale del 1975, arricchendola di un’inedita prefazione di Francesca Mannocchi e, soprattutto, rivelando un tesoro prezioso: il quaderno di appunti, risalente al 1967, in cui l’autrice ha annotato i pensieri e le emozioni che avrebbero poi dato vita al monologo struggente.
Questo ritrovamento, curato dal nipote ed erede Edoardo Perazzi, ridimensiona la narrazione consolidata sull’origine del libro.

Lungi dall’essere un mero prodotto dell’inchiesta sull’aborto commissionata da “Europeo”, la “Lettera” emerge come il risultato di un percorso interiore lungo e doloroso, scandito da aborti spontanei che hanno segnato profondamente l’esistenza della Fallaci.

Il quaderno testimonia un dolore atavico, un desiderio di maternità soffocato e una lotta interiore contro un destino che sembrava ostinato.

La rivelazione del quaderno svela anche un’ulteriore stratificazione nella storia dell’origine del libro.

Sebbene Perazzi si astenga dal rivelare l’identità del padre di quei figli perduti, la sua ipotesi su una forma di pudore che spinse Fallaci a raccontare un’origine diversa del libro è illuminante.

La “Lettera” è infatti l’apice della sua onestà brutale, un’esposizione totale che abbraccia ogni aspetto della sua vita, senza filtri né remore.

Come potesse una donna scrivere un testo così intimo, così catartico, senza soccombere alla follia, rimane un mistero.
La sua scrittura, in questo senso, è un atto di difesa, un tentativo di prendere le distanze dal dolore, di trasformarlo in arte, di trovare una forma di controllo su un destino impietoso.

La riproposizione del libro, in concomitanza con il ventennale della morte di Oriana Fallaci, offre l’opportunità di ripercorrere il suo percorso letterario e intellettuale.
A Milano, Palazzo Reale ospiterà una mostra celebrativa, che si preannuncia immersiva e ricca di testimonianze.

Il quaderno di appunti sarà un elemento centrale dell’esposizione, affiancato da un catalogo fotografico che ne amplierà il significato.
Parallelamente, è in preparazione un documentario che approfondirà il lavoro di ricerca svolto dalla Biblioteca del Consiglio regionale della Toscana, a partire dal fondo Fallaci donato con l’intuizione dell’autrice e l’impegno di Riccardo Nencini.
La scoperta di un dattiloscritto autografo, precedentemente inedito, in cui Fallaci esprime il proprio pensiero sulla pillola come forma di aborto e riafferma il desiderio di maternità, offre una prospettiva ulteriore sulla sua complessa visione della vita e della donna.
Questa “Lettera a un bambino mai nato”, oggi, risuona con una forza rinnovata, testimoniando la sua capacità di toccare le corde più profonde dell’animo umano e di interrogare il nostro tempo con una lucidità impareggiabile.

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