Yalla Parkour: Gaza prima delle macerie, un documentario toccante.

“Yalla Parkour”: un’ultima immagine di Gaza, prima che il mondo la conoscesse in macerie.

Questo è il documentario d’esordio di Areeb Zuaiter, un’opera potente che aprirà la “50 giorni di cinema a Firenze” e il primo festival “Middle East Now”, in programma dal 7 al 12 ottobre.
Il film non è solo un ritratto di una città martoriata, ma un commovente atto di memoria e un’indagine sulla resilienza umana di fronte all’imminente catastrofe.
Il progetto nasce da una perdita profonda: la morte della madre palestinese di Zuaiter.
Questa tragedia interrompe il suo legame con Gaza, spingendola ad intraprendere un viaggio emotivo e geografico per riconnettersi con le proprie radici e con la terra natale.

Ahmad, giovane parkourista gazaiano, si rivela una guida preziosa in questa esplorazione, conducendo la regista attraverso i labirinti urbani e svelandole la vita quotidiana, le speranze e le paure di una popolazione intrappolata in un conflitto perpetuo.

Il parkour, disciplina che esalta l’abilità di superare gli ostacoli con agilità e creatività, diventa metafora potente della capacità di adattamento e della resistenza di Gaza.

I movimenti fluidi e acrobatici dei giovani atleti contrastano con la desolazione del paesaggio urbano, creando un’immagine contrastante che cattura l’essenza della città: una miscela di bellezza e sofferenza, di speranza e disperazione.
Il film, già acclamato con il premio del pubblico alla Berlinale, offre una prospettiva intima e toccante sulla realtà gazaiana, un’istantanea di un mondo sull’orlo del baratro, un ricordo prezioso di ciò che è stato perduto.

La devastazione attuale amplifica il significato di questa opera, rendendola un documento storico di inestimabile valore.

Il festival “Middle East Now” non si limita a presentare “Yalla Parkour”.
La programmazione offre un ampio panorama del cinema e della cultura del Medio Oriente, con un focus particolare sulla Palestina.
Tra gli eventi in cartellone spicca la proiezione di “One Day I Will Hug You” di Mohamed Fares Al Majdalawi, un cortometraggio pluripremiato che narra la storia struggente di un padre palestinese.

L’attenzione alla gastronomia palestinese si concretizza con la presenza dello chef Sami Tamimi, autore di libri di cucina di successo come “Jerusalem” e “Falastin”, che presenterà il suo nuovo libro dedicato alla celebrazione delle verdure palestinesi.
Infine, l’installazione “PenPalestine”, una collettiva di cartoline realizzate da artisti internazionali in segno di solidarietà con il popolo palestinese, offrirà al pubblico l’opportunità di sostenere organizzazioni mediche attive a Gaza attraverso l’acquisto delle opere.

Un gesto concreto per non dimenticare.

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