Aeroporto Firenze: Comuni e Provincia Prato in Giudizio

I Comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano e Poggio a Caiano, unitamente alla Provincia di Prato, hanno formalmente attivato un’azione legale contro il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che approva la realizzazione del nuovo aeroporto di Firenze.

Questa decisione, resa nota dal Comune di Campi Bisenzio, rappresenta l’atto culminante di un’analisi approfondita che ha messo in luce significative lacune e irregolarità nel processo decisionale.

I ricorsi, che saranno presentati entro trenta giorni al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), non si limitano a semplici obiezioni procedurali, ma sollevano questioni di fondo legate alla sostenibilità ambientale e alla pianificazione strategica del territorio.
L’analisi condotta dagli enti locali ricorrenti ha rivelato una preoccupante continuità con le criticità che hanno afflitto precedenti progetti aeroportuali, manifestandosi in vizi istruttori, carenze documentali e omissioni che hanno distorto la valutazione dell’impatto ambientale.
L’opera, nella sua attuale concezione, rischia di compromettere irreversibilmente la Piana, un ecosistema di inestimabile valore.
La nuova pista aeroportuale, infatti, minaccia di cancellare un patrimonio agricolo secolare, aree umide cruciali per la biodiversità, attività agricole che sostengono l’economia locale e opportunità ricreative per la comunità.

Il rischio si estende anche al Polo Universitario, un centro di eccellenza che necessita di un ambiente stabile e sostenibile per poter continuare a operare.
La realizzazione del nuovo aeroporto appare, dunque, sintomo di un modello di sviluppo miope e squilibrato, incentrato su un turismo di breve durata e su forme di lavoro precarie, destinato a favorire una élite ristretta a discapito del bene comune.

Si tratta di un approccio che rischia di trasformare Firenze in una città dominata dalla rendita e dai privilegi, allontanandola dai valori di equità e solidarietà.
Gli enti locali ricorrenti non intendono limitarsi all’azione giudiziaria, ma proseguiranno la battaglia anche attraverso il confronto politico e istituzionale.

L’imperativo è quello di ripensare radicalmente l’utilizzo del territorio, soprattutto alla luce degli eventi meteorologici estremi che hanno recentemente colpito la regione e delle fragilità strutturali che ne sono emerse.
È giunto il momento di invertire rotta, di destinare i considerevoli investimenti pubblici previsti per la pista aeroportuale a interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico, a opere di riqualificazione ambientale e a progetti di sviluppo sostenibile.
Un’alternativa lungimirante consisterebbe nell’integrare Firenze con gli aeroporti di Bologna e Pisa, ottimizzando le infrastrutture esistenti e promuovendo una rete di trasporti efficiente e capillare, che colleghi la Toscana interna con la costa, valorizzando le risorse locali e creando nuove opportunità di crescita.
Questa scelta rappresenterebbe un investimento nel futuro, un atto di responsabilità verso le generazioni a venire, e una chiara rinuncia a un progresso a tutti i costi.

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