Il vertice a Nyon, che ha visto protagonisti la sindaca di Firenze Sara Funaro, delegati della Fiorentina e gli ingegneri di Arup, ha delineato un quadro incoraggiante per il futuro del restauro dello stadio Artemio Franchi.
La comunicazione ufficiale proveniente da Palazzo Vecchio sottolinea la natura costruttiva dell’incontro, preludio di ulteriori discussioni cruciali nel percorso che porterà la città a candidarsi ufficialmente per l’organizzazione degli Europei di calcio del 2032.
L’agenda della riunione, andata ben oltre la mera presentazione del progetto di ristrutturazione, ha toccato questioni strategiche di rilevanza urbanistica, economica e infrastrutturale.
In particolare, l’attenzione si è focalizzata sull’analisi del *valore economico aggiunto* che la riqualificazione dello stadio e l’organizzazione di un evento di tale portata potrebbero generare per Firenze e per l’intera regione, non solo in termini di impatto diretto sull’indotto turistico e occupazionale, ma anche come volano per lo sviluppo di nuove infrastrutture e servizi.
Un punto cardine del dialogo ha riguardato la mobilità sostenibile, con un focus specifico sull’implementazione di un sistema di trasporto pubblico efficiente e capillare, che includa l’estensione della rete tramviaria e l’ottimizzazione del trasporto locale.
L’obiettivo è rendere l’accesso allo stadio agevole e privo di impatti negativi sulla qualità dell’aria e sulla fluidità del traffico urbano.
La capacità di Firenze di accogliere e gestire eventi di tale portata è stata un altro elemento centrale della discussione.
Ciò implica non solo la disponibilità di strutture adeguate, ma anche la capacità di garantire un’accoglienza di alto livello per i tifosi, i media e i delegati UEFA, e di offrire un’esperienza indimenticabile per tutti i partecipanti.
Il futuro del Franchi si inserisce in un più ampio progetto di rigenerazione urbana, che mira a riqualificare le aree circostanti lo stadio, creando nuovi spazi verdi, aree pedonali e servizi per la comunità locale.
Si tratta di un intervento che andrà a ridefinire l’identità del quartiere e a migliorare la qualità della vita dei residenti.
Il percorso verso la candidatura ufficiale, prevista per luglio 2026, si preannuncia complesso e articolato, ma il primo incontro a Nyon ha gettato le basi per una collaborazione proficua tra le istituzioni locali, la società sportiva e gli esperti di progettazione, con l’ambizione di restituire a Firenze uno stadio all’avanguardia, capace di celebrare la passione per il calcio e di proiettare la città verso il futuro.
L’obiettivo è quello di presentare un dossier di candidatura solido e convincente, che metta in risalto le potenzialità e le specificità di Firenze, puntando a un risultato che vada al di là della semplice organizzazione di un evento sportivo, per diventare un’occasione di crescita e di sviluppo per l’intera comunità.







