lunedì 1 Settembre 2025
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Roma-Pisa: Vittoria a fatica, fragilità a fior di pelle.

L’Arena Garibaldi, o stadio Romeo Anconetani, ha visto una partita dai contorni inaspettati, un confronto dove l’intensità iniziale si è progressivamente affievolita, lasciando spazio a una sostanziale fase di stallo.

I primi dieci minuti di gioco sono stati un brusco risveglio per la Roma, con il Pisa che ha imposto un ritmo incalzante, espresso attraverso due squilli di campanello che avrebbero potuto preludere a un risultato più teso.

Sebbene priva di reti, quella fase di apertura ha svelato una vulnerabilità inaspettata nella costruzione difensiva giallorossa.

La ripresa ha visto la Roma tentare una reazione, con un paio di occasioni alimentate da un’iniziativa più aggressiva, una delle quali però è stata prontamente cancellata dall’occhio vigile del VAR, con l’amarezza dell’annuncio trasmessa dall’arbitro Collu.

Questo episodio ha incarnato l’incertezza e la difficoltà di una squadra che faticava a trovare la giusta chiave di lettura per sbloccare una partita altrimenti bloccata.

Il gol di Soulé, un’incursione improvvisa e ben finalizzata, ha sancito la vittoria della Roma, ma la prestazione complessiva non ha lasciato spazio a un tripudio di gioia.

Il Pisa, dal canto suo, può consolarsi con una partita di dignità e orgoglio, pur ammettendo la relativa inattività del proprio portiere, Svilar, per la maggior parte del match.

La sua relativa inerzia testimonia la scarsità di pericoli concreti scaturiti dall’attacco pisano.

Tuttavia, la serata ha riservato un momento di autentica tensione: al nono minuto, Svilar ha compiuto un intervento prodigioso, respingendo un colpo di testa ravvicinato di Meister, abilmente servito da Touré.
Un miracolo che ha evitato il vantaggio pisano.
Ironia della sorte, Meister, solo un minuto più tardi, ha sprecato un’opportunità d’oro su una ripartenza veloce, mandando a lato un tiro a porta vuota, perdendo un’occasione potenzialmente decisiva.

Nella Roma, un senso di spaesamento sembrava aleggiare, con i singoli giocatori incapaci di esprimere al meglio le proprie capacità.

L’inadeguatezza del supporto a Ferguson e la difficoltà di Dovbyk nel ricevere palloni giocabili hanno evidenziato una carenza di sinergia e di idee creative in fase offensiva.

La vittoria, pur significativa, lascia un retrogusto di incompiutezza, sollevando interrogativi sulle dinamiche di squadra e sulla necessità di trovare soluzioni più efficaci per sbloccare il potenziale offensivo.
La partita, in definitiva, è stata più di un semplice risultato; è stata una fotografia impietosa delle fragilità e delle sfide che attendono la Roma in questa stagione.

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