L’arrivo di Manor Solomon alla Fiorentina si configura come un tentativo di iniezione di dinamismo e talento in una squadra che necessita urgentemente di risposte concrete.
Le prime dichiarazioni ufficiali del giocatore israeliano, un esterno offensivo classe ’99, trasmettono un forte desiderio di contribuire alla rinascita del club viola, esprimendo una profonda consapevolezza delle difficoltà attuali e una determinazione incrollabile a superarle.
L’operazione, strutturata come un prestito con diritto di riscatto stimato intorno ai 10 milioni di euro, testimonia una strategia mirata: valutare sul campo le reali potenzialità del giocatore prima di impegnare risorse significative.
L’origine della trattativa si intreccia con le dinamiche interne al Tottenham, club di proprietà di Solomon e da cui arriverà a breve anche Fabio Paratici, destinato a ricoprire un ruolo chiave nell’area sportiva fiorentina.
La breve, ma significativa, esperienza al Villarreal non ha permesso a Solomon di esprimere appieno il suo potenziale, ma ora Firenze offre una nuova opportunità, un palcoscenico carico di storia e di passione.
L’entusiasmo per l’ingaggio è palpabile, come dimostra il messaggio di benvenuto della Federcalcio israeliana, che lo ribattezza affettuosamente “Manorinho”, presagio di magie e giocate decisive.
Solomon, emozionato, rievoca con affetto la precedente visita a Firenze con la moglie, un ricordo personale che amplifica il significato di questo nuovo capitolo professionale.
L’ambiente accogliente e la bellezza della città, unite alla consapevolezza di far parte di una squadra con un’eredità prestigiosa, alimentano la sua motivazione.
Il ritorno di Dodo, compagno di squadra ai tempi dello Shakhtar, funge da ulteriore elemento di integrazione.
L’accoglienza calorosa da parte del capitano e dell’ambiente viola, sottolinea la volontà della società di creare un clima positivo e coeso.
In parallelo all’ottimismo generato dall’arrivo di Solomon, emergono segnali di preoccupazione legati alla situazione di Moise Kean. L’assenza del centravanti, giustificata da “motivi familiari”, solleva interrogativi sulla sua disponibilità e sulla preparazione della squadra in vista della cruciale partita contro la Cremonese.
La posizione in classifica, tesa e critica, rende l’impiego di Kean, qualora rientrasse, un fattore di incertezza, alimentando il malcontento dei tifosi, desiderosi di vedere una reazione immediata e convincente sul campo.
L’impatto di Solomon, dunque, sarà osservato attentamente, non solo per il suo potenziale individuale, ma anche per la sua capacità di catalizzare l’energia positiva necessaria per risollevare una squadra in difficoltà e riconquistare la fiducia dei suoi sostenitori.






