L’imminente confronto tra i sindaci di Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Ovindoli, e la Tua, l’azienda di trasporto pubblico abruzzese, rappresenta una cruciale tappa nella salvaguardia della connettività e dei servizi essenziali per le comunità dell’Altopiano delle Rocche.
L’argomento all’ordine del giorno, la potenziale revisione della corsa delle 6.50, più che una semplice questione di orari, incarna una problematica più ampia: la tenuta delle infrastrutture e delle risorse che sostengono la vita quotidiana in aree montane marginali.
La richiesta di incontro, formalizzata attraverso una missiva al presidente Gabriele De Angelis, non è un’istanza isolata, ma il culmine di un’inerzia costante a difesa del diritto alla mobilità.
Il sindaco Emilio Nusca sottolinea con fermezza che la soppressione di questo collegamento mattutino costituirebbe un colpo durissimo, un disservizio che rischia di isolare ulteriormente una popolazione già fragile.
È un riconoscimento implicito del ruolo attivo che l’amministrazione locale ha sempre svolto, garantendo per decenni un punto appoggio per i mezzi di trasporto, prima sotto l’egida dell’Arpa, ora con la Tua, dimostrando una partnership imprescindibile per il mantenimento del servizio.
Nusca articola poi la questione dei trasporti come un indicatore sensibile dello stato di salute generale dell’Altopiano.
La mobilità, infatti, è intrinsecamente legata alla continuità dell’offerta scolastica e dell’assistenza sanitaria, due pilastri fondamentali per il futuro stesso della comunità.
La recente esperienza di un’emergenza sanitaria, con l’attesa prolungata per l’arrivo di un’ambulanza, ha reso drammaticamente evidente la vulnerabilità del territorio.
L’episodio non è solo un aneddoto, ma un monito sulla necessità di rafforzare la presenza del 118, e di superare le attuali limitazioni operative.
L’apertura della ASL 1 Abruzzo alla possibilità di potenziare la postazione del 118 di Rocca di Mezzo è un segnale incoraggiante, ma è imprescindibile una calendarizzazione precisa degli interventi.
L’auspicio è che questo impegno si traduca in un potenziamento non solo strutturale, ma anche in termini di personale e competenze specialistiche.
Parallelamente, l’introduzione di servizi di telemedicina potrebbe rappresentare una soluzione innovativa per superare le barriere geografiche e garantire un accesso più equo alle cure sanitarie.
La discussione, quindi, si pone al crocevia tra la necessità di preservare i servizi esistenti e di innovare l’offerta, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di inclusione sociale.
La tenuta dell’Altopiano delle Rocche non è un problema confinato a un territorio specifico, ma una sfida che riguarda l’intero Paese, un banco di prova per la capacità di garantire pari opportunità e diritti fondamentali a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro posizione geografica.
Il confronto con la Tua è un passo cruciale in questa direzione, un’occasione per costruire un futuro più equo e resiliente per le comunità montane abruzzesi.

