Allerta meteo in Liguria: neve sparita, attenzione al centro-levante

L’allerta meteo gialla per neve, precedentemente attiva dalla Valle Stura all’entroterra savonese e alla Val Bormida, è stata revocata da Arpal alle ore 14:00.

Tuttavia, l’attenzione rimane alta per l’evoluzione di una perturbazione che continua a influenzare il territorio ligure, con particolare riferimento al centro-levante, dove persistono condizioni di instabilità atmosferica e rischio di precipitazioni continue.
L’evento meteorologico, iniziato nella serata precedente, si è manifestato con precipitazioni deboli o moderate, dapprima concentrate sul ponente per poi estendersi a tutta la regione.
La dinamica si è fatta più complessa nella mattinata, quando la combinazione di correnti d’aria provenienti da settentrione e da est, innescate in mare aperto, ha generato piogge moderate in mare.

Queste piogge si stanno ora avvicinando alla costa, con la probabilità di intensificarsi in rovesci anche persistenti, in particolare nelle zone del centro-levante, dove si prevedono accumuli significativi.

L’instabilità è legata a un’interazione tra masse d’aria con caratteristiche termiche contrastanti, che favorisce la formazione di nubi a sviluppo verticale.

Parallelamente, il calo dello zero termico ha determinato un fenomeno nevoso di rilievo, con precipitazioni moderate fino a fondovalle sui versanti padani di ponente.
L’accumulo di neve varia a seconda dell’altitudine e dell’esposizione: sono stati rilevati 57 centimetri sul monte Settepani, 15 centimetri a Roccavignale, 10 centimetri sulle alture di Urbe e deboli nevicate in Valle Stura.
Queste precipitazioni, seppur moderate, hanno evidenziato la sensibilità del territorio ligure alle variazioni termiche e alla dinamica delle correnti atmosferiche.
Nel corso del pomeriggio, si prevede un graduale diradamento delle precipitazioni, accompagnato da un innalzamento dello zero termico.

La quota neve, che oggi si attestava attorno agli 800 metri, si innalzerà progressivamente, raggiungendo i 1000-1200 metri in serata.
Una quota neve ancora più elevata (1800-2000 metri) è prevista sui versanti padani di levante, a causa delle particolari condizioni orografiche e termiche.
Questa evoluzione indica una tendenza all’attenuazione delle condizioni avverse, ma richiede comunque prudenza e monitoraggio costante dell’evoluzione delle condizioni meteorologiche, data la possibilità di residui fenomeni anche nelle ore notturne.
La comprensione di questi processi, legati alla geografia e alla termodinamica regionale, è fondamentale per una corretta gestione del rischio e per la tutela della popolazione.

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