AMT Genova: Indagine sulla gestione, sospesa la direttrice

Un’onda di interrogativi e potenziali irregolarità scuote l’Amt, l’azienda municipalizzata dei trasporti genovese, innescando un’indagine preliminare da parte della Procura della Repubblica.

L’azione si sviluppa a seguito di una profonda crisi di fiducia manifestata dal consiglio di amministrazione, che ha sospeso la direttrice generale e già presidente, Ilaria Gavuglio, attraverso una missiva che solleva pesanti accuse.
Al momento, l’inchiesta si configura come un fascicolo esplorativo, focalizzato sull’analisi di documenti e atti senza ancora formulare ipotesi di reato specifiche, sebbene l’attenzione mediatica abbia amplificato l’eco delle vicende.
Le contestazioni mosse al CdA nei confronti di Gavuglio delineano un quadro di presunte gravi carenze gestionali e di trasparenza.

Si ipotizzano omissioni di informazioni cruciali rivolte agli organi di controllo, con particolare riferimento al ritardo nell’invio del piano di cassa richiesto dal revisore legale e alla mancata comunicazione tempestiva delle criticità finanziarie, in particolare riguardo a debiti commerciali scaduti e alla situazione di liquidità.

La ricostruzione del consiglio evidenzia anche possibili violazioni dei principi contabili relativi alla redazione del preconsuntivo 2024.
L’accusa si estende all’inosservanza delle direttive del collegio sindacale e del revisore legale, con una presunta carenza di iniziativa nell’implementazione del piano di intervento.
Un punto centrale delle contestazioni riguarda la politica tariffaria adottata, definita “priva di istruttoria, monitoraggio e copertura finanziaria”, basata su una fiducia eccessiva nell’arrivo di finanziamenti esterni, regionali e ministeriali, risultati in realtà insufficienti a compensare le minori entrate derivanti dalla stessa politica.
La gestione delle cosiddette “sotto-compensazioni” emerge come un altro nodo critico.
Si stima che, solo per l’anno 2024, queste si ammontino a circa 50 milioni di euro, e l’amministrazione contesta a Gavuglio un comportamento omissivo e negligente in merito.

La vicenda, al di là delle implicazioni legali, pone interrogativi profondi sulla governance dell’Amt e sulla necessità di rafforzare i controlli interni, la trasparenza e la responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche, con l’obiettivo di garantire un servizio efficiente e sostenibile per la collettività.

L’indagine della Procura si preannuncia complessa e potrebbe portare alla luce ulteriori irregolarità e responsabilità, richiedendo una revisione radicale delle procedure e delle strategie aziendali.

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