Un capitolo delicato si chiude con accordi di collaborazione giudiziaria che vedono coinvolti figure chiave nell’affare Aspera, una società genovese specializzata in progettazione architettonica, realizzazione di edifici e, significativamente, nel restauro e conservazione di beni culturali di inestimabile valore, tra cui un contributo al restauro del Colosseo.
L’architetto e imprenditore Alez Amirfeiz, figura centrale nell’organizzazione aziendale, patteggia due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta, un reato che ha portato al crollo di un’azienda con debiti stimati in almeno venti milioni di euro.
A seguire, Gianluca Accomazzo, altro amministratore di Aspera, riceve una pena patteggiata di un anno e dieci mesi.
L’inchiesta, condotta dalla Procura di Genova sotto la guida della sostituto Patrizia Petruzziello, ha evidenziato un quadro preoccupante: una progressiva e sistematica erosione del patrimonio aziendale, con fondi deviati e dissipati in maniera continuativa.
Il giudice delle indagini preliminari aveva già espresso forti sospetti in merito al ruolo di Amirfeiz, accusato di aver utilizzato la società come veicolo per il proprio arricchimento personale, sottraendo risorse vitali all’azienda.
La vicenda, tuttavia, non si limita alle responsabilità degli amministratori.
Il collegio sindacale originario è stato oggetto di una rivalutazione delle accuse, con un alleggerimento della prospettiva accusatoria che si orienta verso una bancarotta colposa.
Per alcuni membri, è stata disposta una “messa alla prova”, un percorso volto a valutare la riabilitazione e l’adattamento sociale.
Paolo Grasso, ex direttore amministrativo di Villa Montallegro e successivamente manager di un altro centro sanitario, si trova in una posizione particolare: deve attendere la decisione del giudice sull’accettazione della proposta di patteggiamento a dieci mesi di reclusione.
Attraverso il suo legale, Massimo Boggio, ha richiesto un nuovo interrogatorio, presumibilmente per fornire ulteriori chiarimenti e documentare la propria posizione.
Anche la figura di Carlo Laganà, ex revisore dei conti, è oggetto di valutazioni che potrebbero portare alla chiusura del procedimento con una pena intorno all’anno di reclusione.
Le trattative per la finalizzazione degli accordi di collaborazione giudiziaria sono in una fase avanzata e si prevede il loro completamento nelle prossime settimane.
Un ampio team di avvocati, tra cui Boggio, Giuseppe Sciacchitano, Andrea Andrei, Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro, ha fornito assistenza legale ai diversi imputati coinvolti.
L’indagine ha sollevato interrogativi cruciali sulla governance aziendale, sulla trasparenza dei flussi finanziari e sulla responsabilità dei revisori dei conti, evidenziando la necessità di rafforzare i meccanismi di controllo e di vigilanza per prevenire situazioni simili in futuro, soprattutto in aziende operanti in settori sensibili come quello dell’edilizia e della conservazione del patrimonio culturale.
La vicenda Aspera si configura, pertanto, non solo come un caso di bancarotta fraudolenta, ma come un campanello d’allarme per l’intero sistema economico e legale.

