Autopsia su Emanuele Galeppini: la Procura cerca la verità sulla sua morte.

L’inchiesta sulla tragica scomparsa di Emanuele Galeppini, il promettente giovane golfista genovese di soli 16 anni, deceduto durante l’incendio di Capodanno a Crans-Montana, assume contorni sempre più complessi.
La Procura romana, delegata dai colleghi genovesi, ha affidato al rinomato professore universitario Francesco Ventura il compito cruciale di eseguire l’autopsia, una procedura destinata a fornire elementi fondamentali per ricostruire le dinamiche e determinare le cause del decesso.

La decisione di procedere con l’autopsia, formalizzata e supportata da un’imminente esecuzione di una scansione TAC sul corpo del ragazzo – volta a rilevare eventuali lesioni da schiacciamento – riflette la necessità di una valutazione medico-legale approfondita.
L’obiettivo primario è stabilire se la morte sia riconducibile alle devastanti ustioni, alle tossiche esalazioni di fumo, o ad altre, finora non chiare, cause.

Le indagini preliminari, condotte in un contesto di inchiesta a carico di persone sconosciute, hanno finora rivelato un quadro frammentario.
Dalle prime rilevazioni risulta che, al momento dell’incendio e delle successive operazioni di evacuazione, un gruppo di tre ragazzi si trovava all’esterno del locale “Le Constellation”, mentre ben 37 individui erano all’interno, concentrati principalmente sulle scale, forse nel tentativo di mettersi in salvo.
Non è escluso che Emanuele Galeppini possa rientrare nel gruppo dei tre trovati all’esterno, suggerendo una possibile difficoltà di fuga o un tentativo di orientamento in condizioni di scarsa visibilità e panico.
L’esame preliminare del corpo di Emanuele non ha evidenziato lesioni da ustioni estese, ma ha rilevato la presenza di escoriazioni ed ecchimosi, segni suggestivi di un possibile trauma da contatto, forse causato da una calca o da una spinta durante la caotica fuga.

Questo elemento rafforza l’ipotesi che la causa della morte non sia direttamente imputabile alle fiamme, bensì a fattori come le esalazioni tossiche o a conseguenze indirette del movimento disordinato durante l’evacuazione.

Parallelamente, la Procura di Roma sta valutando la possibilità di iscrivere nel registro degli indagati i coniugi proprietari del locale, al fine di consentire al loro consulente di partecipare alle perizie autoptiche.

Questa decisione, se adottata, mira a garantire la massima trasparenza e completezza delle indagini, considerando che diverse autopsie verranno effettuate in sedi differenti: Genova, Roma, Milano e Bologna, per garantire una pluralità di competenze e prospettive scientifiche.
L’esito di queste analisi sarà cruciale per delineare con certezza la sequenza degli eventi e accertare le responsabilità nel contesto di questa tragica vicenda.

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