L’innovazione neuroscientifica italiana si fa strada con un approccio radicale: l’elettroceutica, una disciplina emergente che rivoluziona i paradigmi terapeutici tradizionali.
Al centro di questa avanzata, l’Università di Genova guida un progetto pionieristico volto a ripristinare la motricità in pazienti post-ictus attraverso la modulazione elettrica del cervello.
Contrariamente alla farmaceutica, che agisce attraverso sostanze chimiche, l’elettroceutica interviene direttamente sull’attività neuronale, aprendo prospettive inedite per la riabilitazione neurologica.
Il Progetto Mnesys, la più ampia rete europea di neuroscienze finanziata dal Pnrr e guidata da Enrico Castanini e Antonio Uccelli, rappresenta il fulcro di questa ambiziosa ricerca, unendo le forze di oltre 125 partner accademici, di ricerca e industriali.
L’obiettivo principale è decodificare il complesso linguaggio elettrico del cervello, anche nelle aree più profonde e difficilmente accessibili, per fornire stimolazioni terapeutiche mirate e personalizzate.
Michela Chiappalone, professoressa associata all’Università di Genova e coordinatrice delle attività di ricerca sull’ictus all’interno del Progetto Mnesys, ne illustra le implicazioni.
L’approccio si basa sull’identificazione di “biomarcatori elettrici” specifici del danno ischemico, che permettono di prevedere e modulare la risposta terapeutica.
L’innovazione risiede nella capacità di integrare dati provenienti da diverse modalità di neuroimaging – elettroencefalografia, magnetoencefalografia, risonanza magnetica – per costruire un quadro completo dell’attività cerebrale.
La ricerca non si limita all’analisi superficiale del cervello; nuove tecnologie elettrofisiologiche consentono di sondare le regioni più profonde, svelando meccanismi fisiopatologici precedentemente inaccessibili.
Studi preliminari, pubblicati su prestigiose riviste scientifiche, hanno già dimostrato l’efficacia di stimolazioni elettriche “su misura” rispetto a protocolli standardizzati, evidenziando il potenziale di un intervento terapeutico altamente personalizzato.
Il percorso di validazione clinica prevede una progressiva transizione da modelli sperimentali in vitro a studi su campioni umani.
L’obiettivo è accelerare il trasferimento tecnologico, introducendo nel contesto clinico elettrodi avanzati, attualmente in fase di test sull’uomo, capaci di registrare e modulare l’attività elettrica cerebrale con precisione millimetrica.
La ricerca si focalizza anche sullo sviluppo di algoritmi di machine learning capaci di adattare dinamicamente i parametri di stimolazione in base alla risposta del paziente, creando un ciclo di feedback continuo.
L’orizzonte temporale per la disponibilità di dispositivi elettroceutici innovativi è stimato in un decennio, con un impatto potenzialmente trasformativo sulla qualità della vita di milioni di persone affette da ictus e altre patologie neurologiche.

