L’incontro tra la sindaca di Genova, Silvia Salis, e Papa Leone XIV in Vaticano, orchestrato dall’Anci per un’occasione riservata ai sindaci dei capoluogo di provincia e ai presidenti delle Anci regionali, trascende la mera formalità istituzionale.
Si configura come un momento di riflessione profonda per l’intera classe dirigente locale, un’occasione di ascolto e riallineamento con valori fondamentali.
La sindaca, visibilmente commossa, ha espresso un profondo senso di privilegio nel poter condividere quell’esperienza con i colleghi, intensificata dalla suggestione del periodo natalizio, tempo di attesa e rinnovamento.
L’invito del Pontefice, un’eco del messaggio perpetuo di Papa Francesco, a incarnare “maestri di dedizione al bene comune” si presenta come un imperativo morale, un monito a superare le dinamiche politiche contingenti per riscoprire la radice stessa del servizio pubblico.
L’esortazione a recuperare la gioia di vivere, un anelito condiviso in un’epoca segnata da crescenti disuguaglianze e incertezze, sottolinea la responsabilità dei leader locali nel riaccendere la speranza.
Non si tratta di promesse vuote o soluzioni facili, ma di un impegno concreto e costante a coltivare un’attenzione particolare verso i più vulnerabili, i dimenticati, coloro che soffrono silenziosamente.
L’ascolto, pilastro imprescindibile di ogni azione amministrativa, deve essere un atto di umiltà, un percorso che conduce a comprendere le necessità reali, a cogliere le voci che altrimenti rimarrebbero inascoltate.
Un ascolto non passivo, ma attivo, che stimoli l’azione, la ricerca di soluzioni innovative, la capacità di creare una comunità più coesa e resiliente.
La speranza, come seme prezioso, germoglia dall’attenzione, dalla cura e dalla capacità di offrire risposte concrete ai bisogni primari, rafforzando il legame tra i governanti e il popolo che rappresentano.
Il coraggio di offrire questa speranza, per il Papa, è il vero tratto distintivo di chi si fa carico del bene comune.






