Nel cuore di Genova, un episodio di effrazione ha interrotto la quiete di Via Menotti, evidenziando un modus operandi sempre più audace e organizzato.
I Carabinieri del Nucleo Radiomobile, prontamente allertati da una segnalazione al 112, sono intervenuti tempestivamente a seguito della denuncia di un passante testimone di una violenta irruzione in una cartolibreria.
L’azione, caratterizzata da un’estrema rapidità e una pianificazione apparente, ha visto due individui, identificati come cittadini marocchini di 45 e 48 anni, utilizzare un tombino stradale come arnese da scasso per infrangere la vetrina del negozio.
L’obiettivo era chiaro: sottrarre il denaro contenuto nel registratore di cassa e un dispositivo mobile.
La rapidità di risposta dei militari dell’Arma ha permesso di rintracciare i malfattori nelle immediate vicinanze, conducendo al loro arresto per furto aggravato in concorso.
Gli individui sono stati trasferiti al Comando Provinciale dei Carabinieri, dove sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa di un giudizio immediato.
La refurtiva, recuperata integralmente, è stata restituita al legittimo proprietario, mitigando in parte il trauma subito dall’imprenditore.
Questo episodio, apparentemente isolato, si inserisce in un contesto più ampio e preoccupante che ha visto l’attività del Comando Provinciale dei Carabinieri impegnato nella contrasto ad una vera e propria “gang dei tombini”.
Già a gennaio 2025, infatti, una complessa operazione ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari nei confronti di otto persone, uomini e donne, tutti sospettati di far parte di un’organizzazione criminale specializzata in furti ad esercizi commerciali attraverso l’utilizzo di tombini per forzare le vetrine.
La scelta di questi oggetti, comuni e facilmente reperibili, dimostra una certa perizia nel pianificare l’azione, sfruttando l’anonimato e la possibilità di agire in condizioni di scarsa illuminazione.
L’utilizzo di un tombino non è solo un metodo per superare la barriera fisica della vetrina, ma rappresenta anche un elemento di deterrenza psicologica, volto a intimidire e a generare un senso di insicurezza nella popolazione.
L’operazione dei Carabinieri ha permesso di disarticolare una rete criminale ben strutturata, mettendo in luce la necessità di rafforzare la prevenzione e di adottare misure di sicurezza più sofisticate per tutelare il patrimonio commerciale e civile della città.
L’indagine in corso mira ora a ricostruire completamente le dinamiche interne al gruppo, individuando eventuali complici e finanziatori che hanno sostenuto questa pericolosa attività illecita.

