A Genova, l’eco del Confeugo risuona ancora, testimoniando un legame indissolubile con il passato.
Questa sacra tradizione, erede di un rituale secolare risalente al XIV secolo, si rinnova sotto la severa luce di Palazzo Ducale, un palcoscenico di storia e speranza.
Il Confeugo, il solenne falò offerto al Doge, non è un semplice spettacolo folkloristico, ma un atto di fiducia, un investimento simbolico nel futuro della città, accompagnato dall’apprezzata e scomoda lista dei “mugugni”, le voci dei cittadini.
Quest’anno, il ruolo di rappresentante del potere cittadino è stato affidato a Silvia Salis, Sindaca di Genova, che ha onorato la tradizione con un gesto innovativo: la rielaborazione del saluto rituale in genovese antico, una variazione di genere che riflette una società in evoluzione, ma ancorata alla sua identità.
Il passaggio di consegne, intriso di storia e significato, ha visto l’Abate del Popolo offrire alla Sindaca-Duxessa il Confeugo, la cui fiamma, inizialmente inquieta per l’impeto della tramontana, si è poi ricomposta in una danza ascendente, presagio di prosperità.
La Sindaca Salis ha utilizzato questo momento non solo per celebrare l’eredità culturale di Genova, ma anche per invitare alla riflessione.
Il Confeugo, ha sottolineato, è uno specchio che riflette l’anima della città, un’occasione per confrontarsi apertamente con chi governa, per esprimere critiche e suggerimenti senza filtri, con la consapevolezza di far parte di una comunità coesa.
Il discorso si è poi orientato verso il futuro, verso le nuove generazioni, riconosciute come la risorsa più preziosa per la crescita di Genova.
Tuttavia, Salis ha ribadito con forza che il progresso non può prescindere dalla memoria, dalla consapevolezza delle radici che hanno plasmato l’identità genovese.
“Senza uno sguardo attento al passato glorioso, non potremo costruire un futuro all’altezza di ciò che è stato,” ha affermato.
Affrontando direttamente i “mugugni”, la Sindaca ha illustrato gli sforzi compiuti dall’amministrazione per migliorare la qualità della vita, sottolineando la responsabilità collettiva nel mantenere la città pulita e decorosa.
Ha promesso un impegno costante per la tutela del centro storico, l’implementazione di politiche sociali inclusive e l’assistenza a chi si trova in difficoltà, con l’obiettivo di garantire sicurezza e solidarietà a tutti i cittadini.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alle manutenzioni e agli interventi necessari per migliorare la quotidianità.
Il Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha poi auspicato un anno di pace, invitando ciascuno a iniziare con gesti di gentilezza e solidarietà verso il prossimo.
Questo, a suo avviso, può contribuire a creare un clima di pace a livello globale, un desiderio comune per il 2026, anno di eventi significativi per Genova e per la Liguria, che continueranno il loro percorso di sviluppo economico e occupazionale, rafforzando il tessuto sociale e culturale del territorio.
Il Confeugo, dunque, non è solo un rito, ma un potente simbolo di speranza e rinnovamento, un invito a guardare avanti con fiducia e determinazione.

